«È stato un errore puntare tutto sul gas»

L’associazione dei venditori di derivati del greggio: «È arrivato il momento di togliere l’accisa che penalizza i nostri prodotti»

Assopetroli chiede con forza al nuovo governo anche la detassazione del gasolio da riscaldamento. Eliminando l'accisa sul combustibile usato nelle abitazioni residenziali. Una tassa che oggi è pari a oltre il 50 per cento del prezzo al consumo. Tradotto in cifre 0,5902 euro su 1,1220. Circa 900 euro all'anno che se ne vanno in tasse per riscaldare a gasolio un appartamento di 70 metri quadrati. «È un progetto - assicura Ernesto Moro, imprenditore milanese - a costo zero per lo Stato. L'Italia non può continuare a dipendere soltanto dal metano, che tra l'altro è favorito da un aggravio fiscale pari alla metà di quello a cui è soggetto il gasolio. Quindi si potrebbe estendere a tutta la penisola lo sgravio che attualmente è previsto per le zone montane».
Diversi i vantaggi della proposta di taglio dell'accisa secondo l'associazione di categoria. Una diminuzione delle spese per il riscaldamento per gli enti pubblici (pari al 25 per cento del consumo nazionale), eliminando anche i costi delle amministrazioni per il controllo e la gestione del credito d'imposta. Poi una riduzione dell'inflazione e un recupero di risorse da destinare a interventi sugli stabili, per un uso più razionale dell'energia.
I conti dell'operazione «a costo zero» sono presto fatti. «La diminuzione di entrate pari a 426 milioni di euro - spiega Moro - verrebbe compensata dallo sgravio già esistente per le aree montane e per le isole (206 milioni di euro), dall'onere pagato dagli enti pubblici (106 milioni di euro) e dalla detrazione dell'Iva da parte dei consumatori professionali (pari a 108 milioni di euro)».