Lo Stato onora la memoria di Falcone

Napolitano: "Sedici anni fa un terribile attacco alle istituzioni
da parte della mafia. Ma l'Italia seppe reagire nel
segno dell’unità". Berlusconi: "Sensibilizzare i giovani". Fini: "Dove non c’è
Stato non ci sono né civiltà né
libertà&quot;. Alfano: &quot;Mi vergognai di essere siciliano&quot;. <strong><a href="/video.pic1?ID=Giovanni_Falcone">Guarda il video</a></strong>

Palermo - Sedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segnò "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale però lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell’unità. "L’impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni", è il richiamo che oggi rilancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato a Maria Falcone nell’anniversario della strage di Capaci. "Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, scrive Napolitano, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso". "In questo momento - sottolinea - ogni deciso sviluppo nell’azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato".

Berlusconi: "Importante ricordare la sua lotta" "La ricorrenza dell’eccidio di Capaci è un momento di riflessione sul sacrificio del giudice Falcone, della signora Francesca e della scorta". Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio alla sorella del giudice ucciso dalla mafia. "L’importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalità organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione - aggiunge il capo del governo - è testimoniata dal progetto di educazione alla legalità che la Fondazione (intitolata a Giovanni e Francesca Falcone, ndr) ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della società civile italiana".

Fini: "Grande italiano servitore dello Stato" "Quello di Giovanni Falcone - scrive in un messaggio il presidente della Camera Gianfranco Fini - è l’esempio di un grande italiano e di un luminoso servitore dello Stato. Il suo sacrificio ci ricorda che, dove non c’è Stato, e dello Stato inteso innanzi tutto come valore interiorizzato, non ci sono né civiltà né libertà. Ci sono solo la tirannia della mafia, la dissoluzione dei vincoli sociali, il regno della paura, la cultura della morte".

Alfano: "Nel '92 mi vergognai di essere siciliano" "Il 23 maggio del ’92 ero a Milano - racconta il ministro della Giustizia Angelino Alfano -. Quando seppi della strage di Capaci provai sulla mia pelle l’imbarazzo e la vergogna di essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano. Oggi - aggiunge il ministro - sono fiero di essere ministro della Giustizia, sono fiero di essere un ministro della Giustizia siciliano e fiero di poter andare in giro per l’Italia a raccontare una nuova generazione di giovani che non ha paura della mafia".

"Il miglior regalo che si poteva fare" Il sequestro di beni ai mafiosi era una delle cose a cui tenevano molto sia Falcone che Pio La Torre. "Siamo doppiamente lieti che tutto ciò avvenga nei questi giorni di commemorazione della strage di Capaci, è il miglior regalo che si può fare a Falcone". Lo ribadisce con orgoglio il ministro della Giustizia. "In questi giorni abbiamo approvato misure antimafia - ha sottolineato Alfano - che completano il 'disegno' di Falcone, come l’iniziativa di affidare le misure di prevenzione alla competenza della Direzione nazionale antimafia e gli interventi per l’efficacia delle confische. Sono misure - ha concluso - che avranno immediato impatto su Cosa nostra".

Grasso: "Stessa emozione" "Nel ricordare Falcone provo sempre la stessa emozione che si ripete ogni anno, quello di oggi è un giorno particolare in cui rivivono quei momenti di rabbia e disperazione". Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso. "Dobbiamo tenere i giovani di oggi ancorati alla nostra terra, saranno loro la classe dirigente di domani".

Maroni: "Approvate norme studiate da Falcone" "Abbiamo approvato un provvedimento contro la criminalità che contiene norme importanti contro la mafia e alcune di queste erano state studiate da Falcone e mai introdotte nell’ordinamento italiano". Lo ha detto a Capaci, sul luogo della strage del 1992, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, poco prima di deporre una corona di fiori. "Un modo concreto - ha proseguito - per onorare la sua memoria e dei caduti per mano mafiosa".