«È stato peggio che nel 1970 Adesso basta, cambiamo casa»

Un’apocalisse. Tutto succede in un attimo, il tempo di uscire dal bar e provare a mettersi al riparo, poi l’onda come uno tsunami. «Se non fosse stato per le auto e l’ambulanza che si sono ribaltate sulla strada e che hanno fatto da protezione, non sarei qui. Sono stata fortunata». Anna Bosio, insieme al marito Mario Martella sono i proprietari del bar Bosio in via Fereggiano. Il più antico del quartiere e nell’elenco delle botteghe storiche di Genova. Vivono qui da anni, in uno stabile proprio sopra il fiume che venerdì è esondato. E mai, mai hanno visto una cosa simile. «Nemmeno nell’alluvione del 1970. Sì, era straripato il torrente, ma in modo lieve, non è stato una cosa così drammatica». Lei Anna, era nel locale insieme ad altri clienti, come un giorno normale. «Sono uscita e in un attimo è arrivata l’onda, davanti a me c’era il ragazzo albanese che ha perso moglie e figlia e gridava “Aiuto, aiuto”. Ma io come facevo, non riuscivo a muovermi. Avevo l’acqua fino al seno. Poi mi hanno tirata dentro il locale. Siamo riusciti a salvare anche altre tre persone facendole entrare nel bar». Ora quando racconta quello che ha vissuto, le trema ancora la voce. «Sono scioccata sì, è stata una bomba all’improvviso. Una forza tremenda». E ieri quando gli uomini della Protezione civile hanno detto che ci sarebbe stata un’altra esondazione e che era tornata l’allerta, le si è fermato il cuore.
A dire la verità, erano un paio di giorni che Anna guardava il fiume e c’era qualcosa che non la lasciava tranquilla. «Ho detto a mio marito “C’è tanta vegetazione, se non la tolgono, vedrai che esce il torrente. Anni fa mettevano il diserbante, adesso non fanno più nulla». Adesso, si levano le responsabilità «ma non è giusto, abbiamo vissuto momenti terribili. Pensi che mia figlia era andata a scuola a prendere la bambina, se fosse rientrata cinque minuti più tardi, l’onda l’avrebbe portata via».
«Mia moglie è salva per miracolo, devo accendere un cero alla Madonna della Guardia». Il marito di Anna ieri era con lei al bar a cercare di rimettere in piedi il locale. «Ci hanno aiutato in tanti, gente con il cuore in mano. Ma dopo quello che è successo ho detto ad Anna che dobbiamo cambiar casa. Meglio mollare il colpo».GG