È stato riabilitato, ma Craxi riposerà per sempre in Tunisia

C’e una nuova tomba, nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet. E indirettamente certifica che il riposo di Bettino Craxi nell’esilio della sponda africana è definitivo. Anche una piena e formale riabilitazione della giustizia e della politica italiana, non ne consentirà più la traslazione in patria.
La tomba s’è aggiunta quest’estate, bianca come quella dell’esule di Hammamet, a pochi metri di distanza. La lapide dice che lì riposa Giuseppina Favagrossa vedova Moncini, nata a Milano il 6 marzo 1910, morta ad Hammamet il 30 agosto 2008. È la suocera di Craxi, la «nonnina» come la chiamavano in famiglia, che s’è spenta serenamente alla veneranda età di 98 anni. Le cronache non hanno annotato la sua scomparsa, e per le esequie si sono raccolti soltanto i familiari.
La «nonnina» poteva essere sepolta a Milano, ma Anna Craxi ha voluto che invece restasse ad Hammamet, vicino al genero più famoso, col quale aveva condiviso l’esilio. Dopo la «falsa rivoluzione» (come la chiamava Craxi), Giuseppina Moncini, ormai anziana, ha seguito la figlia che a sua volta seguiva Bettino. Le due donne sono rimaste ad Hammamet anche dopo la morte di Craxi. Anna ha sempre detto che vuol riposare accanto al marito quando giungerà la sua ora, e s’è riservata uno spazio. «La Tunisia era casa nostra e rimane casa mia - conferma Anna Craxi - . Rendere giustizia a Bettino e onorarne finalmente la memoria? Potevano pensarci prima».