Come è stato scelto il nuovo tecnico rossonero?

Dal giorno in cui Silvio Berlusconi ha tracciato un identikit schematico del successore di Ancelotti tutti i dubbi sono stati spazzati via. «Cerchiamo un altro Sacchi o un altro Capello» dettò il presidente. Elementare l'identificazione: un altro Sacchi voleva dire scegliere un allenatore, giovanissimo, capace di allestire una squadra pronta ad offrire il bel gioco oltre che a conseguire risultati importanti. La rosa, virtuale, poteva essere costituita da Allegri del Cagliari o Gasperini del Genoa: entrambi, «vincolati» dai relativi contratti con le rispettive società, erano inavvicinabili. Di qui il passaggio all'opzione due, un altro Capello cioè, guardando nel recinto di Milanello per scorgere la sagoma di Leonardo, milanista doc, brasiliano e reduce dalla scuola di via Turati dove ha lavorato da dirigente.