Lo Stato sociale del superboiardo Prodi

Chi è privo d’ideali sociali a vent’anni è senza cuore, ma se permane collettivista a quaranta appare senza cervello (Saul Bellow, premio Nobel 1976). Lo «Stato sociale» – obiettivo sintetico del programma dell’ex superboiardo di Stato Romano Prodi – era pure la finalità dell’attivo sindacalista del Partito Democratico Ronald Reagan. Questi lasciò tale partito «progressista» e aderì a quello repubblicano per l’eccedenza dei costi dello Stato pletorico sui benefici e per le pretese fiscali – in nome dei più nobili ideali di solidarietà con i deboli – prelevanti anche la metà e più dei redditi.
La ragione richiede meno Stato, meno tasse, meno inflazione e salari più alti – grazie agli sgravi fiscali - nonché rifiuta la schiavitù del collettivismo statalista, che è - per citare un noto studioso - «comunità uniforme e miserabile di buoi aggiogati ed asserviti»