Stato vegetativo, 500 euro per curare i malati in casa in arrivo dalla Regione

Dal Pirellone aiuti «a domicilio» per 90 disabili gravi. Dopo il caso Eluana, sostegno a chi vive casi estremi. L'assessore Giulio Boscagli: daremo una mano anche a chi soffre di malattie rare

Estendere gli aiuti economici della Regione anche ai pazienti in stato vegetativo permanente e alle persone affette da disabilità gravi: è questo il nuovo obiettivo della Lombardia per assistere quelle persone che la malattia costringe a vivere in completa dipendenza dalle cure altrui. Un punto divenuto più che mai centrale nelle politiche della Regione a partire dalla vicenda di Eluana Englaro, e che ha spinto ad intensificare gli aiuti partendo proprio dal sostegno alle famiglie dei malati: per questo, dall'8 agosto scorso le persone malate di Sclerosi laterale amiotrofica ricevono 500 euro al mese, addizionali al voucher per l'assistenza medica: complessivamente, i pazienti così assistiti sono 479 sul territorio lombardo, 87 assistiti presso il loro domicilio, gli altri ospiti di ospedali e case di cura convenzionate.
«Stiamo pianificando un aiuto economico a tutti i pazienti in stato vegetativo o affetti da disabilità gravi – ha spiegato l'assessore alla Famiglia Giulio Boscagli -. Stiamo valutando attentamente, con l'assessorato alla Sanità, perché vorremmo affrontare tutti questi casi estremi cercando di supportare le famiglie».
Nelle prossime settimane, la Regione individuerà le categorie di malati che potranno usufruire dell'aiuto economico, e la somma che verrà erogata: si aggirerà intorno ai 500 euro per i malati di Sla. «Ci sono diverse tipologie di malati che necessitano di questo aiuto economico – continua Boscagli –: oltre a quelli in stato vegetativo, anche tutti coloro che sono affetti da malattie rare». Secondo le previsioni della Regione, il costo annuo a carico del Fondo Sanitario Regionale per i ricoveri di lunga assistenza e di sollievo per tutte le persone in stato vegetativo sarà pari a 20 milioni di euro.
Intanto, in primavera partirà una sperimentazione, in alcuni ospedali di Milano, di nuovi percorsi di assistenza per le persone in stato vegetativo permanente: «Per garantire un adeguato livello di cura è necessaria una rete di strutture e di servizi riabilitativi ad hoc – ha sottolineato Sandro Feller, del dipartimento di riabilitazione dell'ospedale Salvini di Garbagnate -. Senza contare che i casi di stato vegetativo sono in continuo aumento a causa di vari fattori, tra i quali la maggiore efficienza di 118 e interventi sanitari avanzati: è importante che le famiglie non vengano abbandonate nella cura del malato». Centrale, negli intenti della Regione, resta l'attività di volontariato: «La famiglia è, con la persona, il punto da cui partire. L'evento tragico si inserisce in un tessuto di relazioni familiari fatte di nuovi e vecchi legami».