Una statua per chi viaggia in treno Ma per i pendolari restano i disagi

Inaugurata in pompa magna una statua in bronzo in onore dei pendolari nella stazione di Ceccano

da Ceccano (Frosinone)

È una vita dura quella del pendolare, soprattutto se la tua linea è quella ferroviaria che collega Roma a Napoli, passando attraverso Frosinone e Cassino, una delle linee più disastrate in assoluto. Da ieri mattina, però, il pendolare ciociaro ha un suo monumento, inaugurato in pompa magna (e non senza qualche polemica di cui vi racconteremo tra poco) a Ceccano, proprio nel piazzale della stazione ferroviaria.
Il monumento in bronzo, realizzato dallo scultore iraniano Reza Olia, rappresenta un viaggiatore nell’atto di avvicinarsi alla stazione e quindi al convoglio che, come tutte le mattine, lo condurrà diretto nella città di Roma. È la vita, insomma, di migliaia di pendolari ciociari, la maggior parte dei quali vive proprio a Ceccano, il paesone reso celebre dalla macchietta televisiva di Nino Manfredi. Ma più che un monumento ai lavoratori-viaggiatori, il tutto ha l’aria di un monumento ai sacrifici di tutta una vita intera, da quando il cittadino di tanti paesi della Ciociaria inizia a «pendolare», su e giù, giù e su, per frequentare l’università nella Capitale, e poi per andare a lavorare a Roma.
L’idea di immortalare la dura vita del pendolare su un monumento con tanto di targa-dedica, risale addirittura al 1997, ma l’opera d’arte ha visto la luce solamente ieri, dopo innumerevoli polemiche. I pendolari, infatti, in tutti questi anni, e ancora oggi, avrebbero più che altro gradito degli interventi risolutivi per una situazione che, invece, si è sempre più incancrenita.
Prendiamo ad esempio proprio Ceccano, dove i treni non fermano più come una volta, con altri disagi per i pendolari costretti a stare anche 12-14 ore fuori di casa, ma solo la metà per i normali orari di lavoro. La stazione è poi in uno stato di totale abbandono, senza sale d’attesa, servizi igienici funzionanti e con la biglietteria aperta poche ore al giorno.
Il resto delle problematiche, invece, è comune a tutti i pendolari ciociari, con carrozze sporche, calde d’estate e gelide d’inverno, sovraffollate, con tempi di percorrenza incredibili: anche 90-120 minuti per percorrere gli appena 80 chilometri di linea ferrata che separano Frosinone da Roma.
Una piccola speranza i pendolari la ripongono nell’alta velocità, che attraverserà tutta la Ciociaria. Speranza davvero piccola, però, perché fino ad ora non è stata prevista neppure una fermata in tutta la provincia di Frosinone.