«Una statua dedicata a Muccioli in ogni parco»

«Anche se non è milanese papà Sampa è un eroe dei nostri giorni»

Non posso esimermi dal manifestare il mio stupore dopo la lettura dell’articolo «Statua a Muccioli, in Comune scoppia il caso» apparso ieri sul Giornale. Stupore per i commenti del centrosinistra che vorrebbe far scoppiare un caso Muccioli a Palazzo Marino. Sicuramente in Comune non è scoppiato alcun caso, viceversa l’articolo firmato dal cronista Gianandrea Zagato mi offre lo spunto per una riflessione.
Se un tempo gli eroi erano i grandi condottieri, i poeti, i conquistatori,... non sono forse oggi eroi coloro che combattono in prima persona una battaglia quotidiana contro la droga, la mafia, l’emarginazione per un mondo più giusto e solidale? E magari tra l’indifferenza e il disinteresse, se non l’ostilità della società?
E allora credo che sia corretto che le amministrazioni comunali dedichino oggi una targa, un giardino piuttosto che un monumento anche a loro e non solo, per esempio, ai simbolismi astratti dell’arte contemporanea.
Bene, in questo senso credo che sia importante e significativo dedicare una testimonianza rilevante a Vincenzo Muccioli, eroe dei nostri giorni: ventimila sono i giovani recuperati senza alcuna discriminazione sociale, politica o religiosa e restituiti integri alle loro famiglie; duemila vite salvate ancora oggi ogni anno, con oltre il settantadue per cento di reinserimento nella vita civile e lavorativa; la quasi totalità usciti definitivamente dal tunnel della droga.
Di fronte a queste cifre trovo inopportuno e pure triste sollevare la questione della milanesità come se tutto ciò potesse essere confinato in un solo ambito territoriale. Sarebbe come affermare che i baluardi della lotta alla mafia i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino possano trovare riconoscimento solo nella terra di Sicilia, della loro Sicilia. E allora quando qualcuno, dal centrosinistra, dice che «i rapporti di Muccioli con Milano erano inesistenti» e che «questa iniziativa è un regalino a Letizia Moratti», be’ non offende tanto tutti coloro che sono impegnati quotidianamente nel fare e nel supportare ciò che forse sarebbe principalmente compito delle istituzioni, ma offende soprattutto il ricordo delle persone e la coscienza di coloro che custodiscono la memoria di chi ha speso la propria vita a favore del prossimo.
Uno può anche scegliere di vivere una vita inutile per sé e per gli altri, ma deve rispettare il coraggio degli eroi dei nostri giorni.
*Assessore comunale Arredo, Decoro Urbano e Verde