Statua di Harry morto in Irak scatena la polemica a Londra

Lo scultore si difende: «Volevo omaggiare coloro che sarebbero voluti andare a combattere ma non hanno potuto farlo»

da Londra

La testa drammaticamente appoggiata a una Bibbia, ai piedi l'elmetto pieno di fiori rossi e un avvoltoio. Stringe tra le mani un ciondolo che era appartenuto a sua madre Diana, il giovane Harry tornato dall'Irak dentro a una bara. Ci eravamo abituati perfino a vederlo travestito da nazista, ma nessuno se l'era mai immaginato così, immobile e senza vita con la bandiera britannica alle spalle. Eppure è così che l'artista newyorkese Daniel Edwards ha immaginato il secondogenito del principe Carlo in un'opera che verrà esposta la prossima settimana a Londra in un hotel di Trafalgar Square durante la Bridge Art Fair.
«Un omaggio a tutti coloro che avrebbero voluto andare a combattere in Irak e non hanno potuto farlo», l'ha definita l'autore in risposta alle immediate e sdegnate polemiche suscitate dalla sua creazione. I più irritati si sono rivelati ovviamente i familiari dei militari britannici caduti nel conflitto. «Una cosa morbosa e assolutamente spaventosa», l'ha definita Carol Jones, madre di un soldato rimasto ucciso a soli 31 anni. «La scultura è di cattivo gusto e non giova di certo agli uomini e alle donne delle forze armate che hanno sacrificato la loro vita in questa guerra», ha dichiarato anche Robert Lee, della legione Royal British che rappresenta i veterani di guerra e ne cura la memoria. Pollice verso anche da parte di Simone Simmons, chiacchierata e controversa amica della principessa Diana. Per la signora, l'opera di Edwards è soltanto il frutto «di una mente malata che avrebbe potuto trovare un altro modo per onorare le truppe in Irak».
Lo scultore americano si è difeso spiegando che il suo intento non era certo offensivo. «Questa statua è dedicata a tutti coloro che sono coraggiosi nell'animo - ha dichiarato il suo portavoce David Kesting - ma tutte le donne e gli uomini che sono stati ispirati dal principe Harry ad arruolarsi non sono certo stati dimenticati».
L'invio in Irak del principino era rimasto una questione in sospeso per dei mesi. Harry aveva stupito tutti con la sua richiesta e la sua decisione. Lui che avrebbe potuto facilmente sottrarsi a un incarico così pericoloso aveva invece espresso la volontà di seguire i propri uomini. E di fronte alle perplessità generali e allo scontento dimostrato dalla famiglia aveva perfino lanciato un ultimatum minacciando di lasciare l'esercito se la sua richiesta non fosse stata esaudita.
Dopo mesi di incertezze, di ordini e contrordini, alla fine il principe aveva dovuto rinunciare perché la sua presenza sarebbe stata troppo pericolosa per i suoi compagni. La resistenza irachena aveva infatti già minacciato di rapirlo e rimandarlo a casa, tra le braccia della Regina, ucciso e mutilato. E difatti Edwards lo ritrae privo d'orecchie, rifacendosi a una delle tante minacce lanciate al suo indirizzo dai capi della milizia irachena. Anche se l'artista sottolinea che «lo spirito del principe Harry dev'essere morto il giorno in cui ha saputo che non avrebbe potuto servire il proprio Paese come aveva chiesto» non c'è dubbio che questo bronzo così macabro, di gusto discutibile, faccia una certa impressione. E sul suo valore artistico anche i critici d'arte si sono trovati divisi.
Edwards del resto è abituato a scioccare il pubblico. Negli anni passati avevano già destato clamore una scultura a grandezza naturale di Britney Spears che partoriva sul pavimento e un'altra del cadavere nudo di Paris Hilton. Quest'ultima avrebbe dovuto esser un monito per i giovani che abusano del consumo d'alcol. Dopo l'esposizione a Trafalgar, l'opera verrà messa all'asta su E-bay e c'è da scommettere che la gente farà la fila per acquistarla. Nessun commento da parte di Clarence House, ma si dice che il principino sia rimasto scioccato dall'opera.