«Statua a Muccioli»: in Comune scoppia il caso

L’opera, in ferro battuto, firmata da Alessandro Ervas

Un monumento a Vincenzo Muccioli nei giardini pubblici di via Stendhal. Giusto ricordo a «papà Sanpa» scomparso undici anni fa. Proposta che appare però destinata ad alimentare polemiche dentro e fuori l’amministrazione comunale. Motivo? «C’è un rapporto davvero troppo stretto, strettissimo tra il sindaco di Milano e la comunità di San Patrignano fondata da Muccioli» osserva Andrea Fanzago dell’Ulivo: «Poi, che significa un monumento a Muccioli? I suoi rapporti con Milano erano inesistenti».
Come dire: «Niente da obiettare sul ruolo di educatore svolto da “papà Sanpa” nei confronti dei giovani. Non c’è traccia però di milanesità nella sua biografia e, quindi, questa iniziativa appare solo come un “regalino” a Letizia Moratti». Osservazione suffragata da una nota della commissione monumenti della giunta Albertini, che il 15 marzo dello scorso anno svolse un sopralluogo nei giardini di via Stendhal: «Si suggerisce - dicono i membri - di realizzare una nuova targa in sostituzione della bacheca esistente di intitolazione dei giardini a Muccioli, quale alternativa alla posa del monumento».
Opzione che però, sempre atti del Comune alla mano, non fu affatto recepita. Infatti, in data 14 novembre 2006 la direzione centrale famiglia scuola e politiche sociali sollecitava - «data l’attenzione del sindaco per la comunità di San Patrignano» - la realizzazione del monumento a Muccioli, chiedendo - sintetizzava una nota della direzione arredo verde e qualità urbana - che «l’iniziativa appaia come qualcosa che era stato deciso dalla precedente amministrazione». Annotazione di troppo che per l’opposizione consiliare sarebbe quindi la prova provata della volontà di «fare un “regalino” al sindaco senza minimamente considerare il legame ininfluente del fondatore della comunità di San Patrignano con Milano».
Valutazioni sottoscritte quasi all’unanimità dall’Ulivo in salsa ambrosiana, che evidentemente per un monumento alla memoria non considerano sufficienti i ventimila giovani ospitati in ventinove anni nella più grande comunità d’Europa, né il 72 per cento di tossici recuperati e restituiti a una vita. Per quelli del centrosinistra Milano deve imitare Rimini e non «regalare» un ricordo a «papà Sanpa».
Ma il consiglio di zona 6, dove si trova il giardino di via Stendhal, va avanti: il monumento a Muccioli che, attenzione, viene donato dalla comunità di San Patrignano e che al Comune di Milano non comporta alcun costo (esclusa la posa e il basamento dell’opera) è giudicato «di alto valore morale» dalla maggioranza del parlamentino di zona. E così, tra qualche mese, a primavera inoltrata Milano assisterà all’inaugurazione dell’opera in ferro battuto firmata dal veneziano Alessandro Ervas. E le polemiche dell’Ulivo? Be’, quelle finiranno nel cestino della carta straccia insieme ai niet della sinistra radicale che non ha mai perdonato a Vincenzo Muccioli di essere «papà Sanpa».