Statue e grattacieli paradiso ritrovato degli uccelli milanesi

Sempre più specie nidificano e svernano in città. Uno studio ne ha catalogate 50

Massimo Piccaluga

Viviamo nel paradiso degli ornitologi e nessuno ce l’aveva mai detto. Prendete la Stazione Centrale: con le sue statue pseudo egizie, gli aggetti e le lesene liberty, i draghi e i leoni in cemento ideati dal suo artefice Ulisse Stacchini, rappresenta, per un gheppio ormai stanziale a Milano un valido surrogato delle rocce sporgenti in cui abitualmente vive. Il piccolo falco è stato avvistato in piazza Duca d’Aosta ben 57 volte da marzo a oggi. Il fenomeno è di tale portata che Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e altre associazioni tra cui Fauna Viva e Gol (Gruppo ornitologico lombardo) hanno promosso un’indagine per censire le specie che nidificano e quelle che svernano in città.
Il progetto Avium - questo il nome dell’indagine - ha finora catalogato 50 specie di pennuti con cittadinanza milanese. Oltre a merli, capinere, cinciallegre, fringuelli, cardellini e storni che hanno eletto Milano a propria dimora stabile, le grosse sorprese non mancano. Sui più vecchi e alti alberi del Parco Sempione non è raro che nidifichi il colombaccio (Columba Palumbus) una specie del tutto selvatica che di solito abita nei boschi montani più impervi. A Milano i colombacci hanno imparato che non corrono il rischio di essere impallinati (sono prede molto ambìte dai cacciatori per l’imprevedibilità del loro volo) e così sempre più esemplari vengono qui a nidificare e allevare la prole per poi ripartire alla fine dell’estate.
Secondo Fulco Pratesi, presidente di Wwf Italia, a questo fenomeno concorrono almeno due fattori: l’abbondanza di cibo e la sicurezza. È come se gli uccelli sapessero che la media dei cacciatori presenti in Italia (circa cinque per chilometro quadrato) a Milano non è valida. Sempre per questa ragione gli ornitologi negli ultimi tempi hanno avvistato in città 97 ballerine bianche, eleganti insettivori che di sera lasciano le campagne attorno al capoluogo per rifugiarsi in città a dormire sonni più tranquilli. I loro avvistamenti riguardano la zona dei Navigli e le cave di Baggio.
Ma gli ambienti più affollati di specie sono i cimiteri. Pigliamosche e codirossi giungono a Musocco ai primi di aprile per nidificare. Presenti anche usignoli, àverle piccole e fagiani. «Però la sorpresa maggiore - svela Lorenzo Fornasari, presidente di Fauna Viva e coordinatore del progetto - è stata quella di scoprire una colonia di rondoni pallidi che ha occupato una scuola vicino alla Stazione Centrale». Il rondone pallido è infatti tipico delle falesie marine: cosa ci trovi di tanto romantico nel fragore di clacson e nello stridio dei tram non è chiaro.
Un falco pellegrino ha invece scelto come base per le sue scorrerie a caccia di piccoli uccelli i 127 metri della sommità del Pirellone (ma qualcuno lo vede anche volteggiare sopra la Torre Galfa a 104 metri dal suolo). Ai Giardini pubblici di via Palestro oltre a una colonia stanziale di gracidanti pappagalli della specie Amazona Aestiva, forse parenti di antichi «evasi» dallo zoo, sono sempre più frequenti durante l’estate gli avvistamenti di nitticore, dette anche aironi di notte, intente a pescare piccoli pesci nel laghetto.
Milano non manca infine di «erogare» a furbi pennuti un impeccabile servizio alberghiero: «In un’area dismessa in zona Ripamonti - conclude Fornasari - durante l’inverno c’è un affollato dormitorio di gufi comuni provenienti dai boschi del Pavese. Un rifugio ideale perché durante la brutta stagione la città è più protettiva e le temperature sono più alte che in campagna».