«Stavolta faremo come i rom: in tram senza soldi e documenti»

La prima stangata è fissata alle 15. Riunione di giunta, aumento del biglietto Atm da un euro a uno e mezzo. Anche se gli abbonamenti annuali resteranno fissi, forse si riuscirà a fare lo stesso anche per i mensili o a prevedere sconti per disoccupati e cassaintegrati. Gli over 70 con reddito basso potranno viaggiare gratis, il carnet studenti lascerà il posto a quello per gli «under 25». Ma la parte «buona» della manovra sarà rimandata al dibattito in aula, dove si sa che tutto può succedere. Di sicuro ci sarà, da settembre, il rincaro del ticket singolo (almeno si potrà viaggiare 90 minuti invece di 75). Secondo appuntamento alle 16.30 in consiglio comunale, dove prosegue la maratona su introduzione dell’Irpef e assestamento di bilancio, un’altra tassa a carico delle famiglie. Ma anche il centrodestra raddoppia le battaglia. «Aperitivo» alle 12.30 con parlamentari lombardi, consiglieri comunali e di zona che si danno appuntamento in piazza San Babila, coordinati dal ministro Ignazio La Russa e dall’onorevole ed ex vicesindaco Riccardo De Corato per gridare no agli aumenti e all’Irpef. E a quel che rischia di venire dopo: tassa di soggiorno, più Ici sulle case di lusso e aumento della Tarsu sono già ipotesi allo studio dell’assessore al Bilancio Bruno Tabacci, «costretto» a rinviare il blitz all’anno prossimo. Alle 17, la Lega - ma aderisce anche il Pdl e il resto del centrodestra - chiama in piazza Scala i milanesi: davanti a Palazzo Marino offrirà spremute d’arancia (il colore simbolo della campagna di Pisapia) «prima che il sindaco sprema i milanesi». Già ieri i consiglieri del Carroccio Alessandro Morelli e Massimiliano Bastoni hanno «occupato» il primo piano di Palazzo Marino per esporre uno striscione contro l’addizionale: «No Irpef, il vento è cambiato».
E dopo la Cgil, ieri anche la Confederazione unitaria di base (Cub) ha chiesto «un incontro urgente» all’amministrazione comunale per proporre il ritiro dei provvedimenti sull’Irpef e sull’aumento del biglietto dei mezzi pubblici. «Riteniamo inaccettabili le decisioni assunte dalla nuova Giunta - affermano i vertici del sindacato di base -. Scelte di questo tipo si pongono in perfetta continuità con le politiche antipopolari del centrodestra. E l’aumento del costo dei mezzi di trasporto pubblico colpirà esclusivamente lavoratori, disoccupati, precari, pensionati, immigrati e ceti meno abbienti». Categorica anche la Cisl Lombardia «la decisione della giunta Pisapia di aumentare dell’eccessivo 50% il biglietto dell’autobus a Milano spazza via definitivamente le polemiche forzate tra sinistra e destra sulla necessità di aumentare le tariffe del trasporto pubblico in Lombardia del trasporto pubblico». Persino «due autorevoli componenti del “popolo arancione“ come Cgil e Cub prendono le distanze da Pisapia a 50 giorni dal suo insediamento» sottolinea il consigliere Pdl Riccardo De Corato. Ma Tabacci ieri in aula ha avvertito anche i sindacati, «hanno diritto di interloquire ma non bisogna fare confusione sui ruoli istituzionali. La Cgil, Cisl e Uil fanno il loro mestiere, ci hanno detto che alcuni dei cittadini toccati dalla manovra sono loro iscritti. Certo, se la struttura fiscale italiana è basata su dipendenti e pensionati. Ma i sindacati facciano la loro parte».