«Stavolta l’alcol non c’entra»

«Ma cosa vuole che le dica? Sono qui al Policlinico, con la su’ mamma. C’è da fare pochi discorsi, bisogna solo augurarsi che la fortuna, stavolta, l'aiuti». Giovanni Veronesi, regista e sceneggiatore di film come Manuale d'amore, viene da Prato, proprio come Nuti. Si conoscono da sempre, un’amicizia tra toscani che si trasformò, negli anni Ottanta, in un lungo sodalizio professionale, da Casablanca Casablanca a OcchioPinocchio, passando per i grandi successi. Veronesi non ha voglia di parlare «di questo maledetto incidente». Da sabato sera gli amici lo tempestano al cellulare per sapere qualcosa di più preciso: Verdone, Pieraccioni, Ceccherini, Abatantuono... A tutti, la voce ormai stanca per la tensione, risponde: «È in rianimazione. La situazione è stazionaria, speriamo bene. E pensare - ricorda prima di chiudere la telefonata - che l’avevo cercato due giorni fa, per invitarlo alla mia festa di compleanno: non rispondeva, non rispondeva più a nessuno». Stavolta, però, l’alcol non c’entra niente: così assicura il regista. «Francesco s’era ripreso dalla crisi di tre anni fa. Faceva sport, giocava a pallone, era dimagrito, aveva pure ricominciato ad esibirsi nei teatri, portando in giro le canzoni del suo nuovo cd, StarNuti. Ho passato il Capodanno con lui. L’ultima volta che l’ho sentito m’è parso ottimista sul nuovo film, Olga e i fratelli Billi. Un progetto al quale sta lavorando da tempo». In effetti, dopo tante tribolazioni e qualche discutibile colpo di scena, Nuti sembrava tornato in carreggiata. L’anno scorso, nei panni di un poliziotto ex sessantottino con molti scheletri nell’armadio, aveva partecipato al noir Concorso di colpa di Claudio Fragasso. Una rentrée da attore che aveva fatto ben sperare amici e estimatori.