Stavolta è il Liverpool a ubriacare Ferguson

Dall'estasi europea agli abissi della Premiership. Dalla trionfale notte contro l'Inter al pomeriggio da incubo contro il Liverpool. È troppo presto per sentenziare la riapertura ufficiale della Premiership. A maggior ragione il ridimensionamento del Manchester United, ancora in corsa per una clamorosa cinquina di successi. Ma il tonfo casalingo contro i rivali di sempre è fragoroso non meno che ineccepible. Una sconfitta, dalle dimensioni di un'umiliazione, che non lascia spazio nè a giustificazioni nè a recriminazioni.
Due gol per tempo per i ragazzi di Rafa Benitez, ma soprattutto una condotta di gara ineccepibile, totale tranquillità e consapevolezza nel gestire le fasi più delicate. Certo, il Liverpool beneficia di un giorno in più di riposo dopo gli impegni europei. Ma a Manchester si presenta senza due pedine essenziali, Alonso e Arbeloa, mentre lo United può lasciare in panchina gente come Berbatov, Giggs e Scholes. E dopo 23' si trova già avanti con il rigore trasformato da Ronaldo. Un abbaglio destinato ad esaurirsi in una manciata di minuti. Il tempo di registrare il grossolano errore di Vidic che spalanca le porte al pareggio di Torres. La spinta dello United, bulimica ma spuntata, non spaventa mai i Reds che prima dell'intervallo trovano il vantaggio. Con Gerrard, affondato da Evra, su rigore. Più d'orgoglio che manovrata la reazione dei Red Devils nella ripresa: Reina si limita all'ordinaria amministarzione. Il preludio al crollo è l'espulsione di Vidic, ancora una volta in ritardo su Gerrard. Sulla conseguente punizione Fabio Aurelio infila nuovamente Van der Sar.
La firma sull'impresa la mette Dossena con un superbo pallonetto agevolato dall'ennesimo svarione della difesa dello United. Per trovare una batosta analoga all'Old Trafford, lo United deve riposizionare le lancette al 1992, contro il Queens Park Rangers. Un'altra epoca. E mai negli anni della Premier League aveva perso «andata e ritorno» contro la stessa squadra.
Saranno i prossimi impegni a stabilire se si è trattato di un passaggio a vuoto fisiologico o di una crepa più seria. Lo United, che in casa non aveva mai perso e proveniva da 11 vittorie consecutive, mantiene non solo quattro lunghezze di vantaggio sui Reds ma ha pure una partita da recuperare. Troppo presto per schiacciare il bottone d'allarme. Sir Alex Ferguson ha assistito al tracollo con sguardo impassibile, la tipica espressione che prelude alla tempesta. Quella che avrà investito i Red Devils non appena rientrati negli spogliatoi.