Stavolta a rischiare è Standard&Poor’s

La Finanza perquisisce la sede milanese. Il pm di Trani: "Giudizi falsi per condizionare il mercato"

Le Fiamme Gialle negli uffici di Standard&Poor’s. Questa volta tocca al Grande Inquisitore essere indagato: a infliggergli la pena del contrappasso è la procura di Trani, che accusa l’agenzia di rating - insieme alla «collega» Moody’s - di avere manipolato i mercati con giudizi «falsi, infondati e imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Il sospetto è che esista una vera speculazione sulle Borse e sui titoli di Stato ai danni dei risparmiatori, orchestrata dalle agenzie di rating attraverso la diffusione di giudizi negativi sul nostro Paese.

In particolare, l’attenzione del pm Michele Ruggiero, che già dall’anno scorso indagava su S&P, è puntata sull’ultimo declassamento, quello del 13 gennaio, che ha ghigliottinato la tripla A francese e declassato l’Italia da A a BBB+. Una decisione che avrebbe dovuto essere comunicata solo in serata, ma in realtà le informazioni erano state rese note a mercati ancora aperti, condizionandoli negativamente.
Ed è solo l’ultima di una serie di violazioni dello stesso genere, per le quali sono indagati - con l’accusa di insider trading e market abuse - il responsabile legale della società e gli analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer che hanno firmato report negativi per l’Italia, tra maggio e luglio scorsi.

«Siamo qua a fare il nostro lavoro, stiamo lavorando a tutto tondo, a 360 gradi, senza risparmiare niente e nessuno», assicura il sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, prima di andarsene in metrò dopo una giornata trascorsa a seguire gli accertamenti e le perquisizioni messe in atto dalle Fiamme Gialle nella sede milanese di S&P. «La società è sconcertata da questa indagine, si tratta di accuse prive di fondamento», afferma il legale dell’agenzia di rating, Antonio Golino. In realtà anche la guardia di finanza di Milano si sarebbe occupata di Standard&Poor’s a fine novembre, ma solo per una normale verifica di routine. L’indagine della Procura di Trani, invece, è stata avviata lo scorso anno sulla base di denunce presentate dalle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, e riguarda i giudizi espressi dall’agenzia sul sistema italiano in tre differenti circostanze.

Nel report del primo luglio 2011, a esempio, è stato espresso un giudizio negativo sulla manovra finanziaria aggiuntiva che il governo Berlusconi stava preparando quando i mercati erano aperti, prima ancora che esistesse un testo definitivo della manovra e prima ancora che questo venisse presentato al Consiglio dei ministri. Gli altri due report sotto la lente della Procura di Trani sono quelli del 20 e 23 maggio 2011 con giudizi negativi sul debito pubblico italiano. Le valutazioni di Standard&Poor’s in quelle circostanze determinarono, secondo la Procura, «la svendita dei titoli del mercato bancario e di quelli pubblici».

Indagini che si aggiungono a quella su Moody’s, aperta nel 2010 sempre su denuncia dei consumatori: in un report diffuso il 6 maggio del 2010 a mercati aperti, l’agenzia affermava che il sistema bancario italiano, in seguito al tracollo già allora in atto della Grecia, era tra quelli a rischio. La diffusione del report, che la Procura riteneva basato su «giudizi infondati e imprudenti», provocò il crollo del mercato dei titoli italiani.