«Stavolta si decide il sindaco e non c’entra il governo Prodi»

Franco Mirabelli, segretario Ds, preoccupato per il ballottaggio?
«Aspetto l’esito con fiducia, sapendo che quello del primo turno è stato un voto politico. Oggi (ieri per chi legge, ndr) e domani si vota per il sindaco».
Be’, veramente, al primo turno è stato mandato un messaggio preciso al governo della sinistra...
«Non siamo riusciti a comunicare il progetto che abbiamo per il Paese perché siamo troppo litigiosi. Questo - e una insoddisfazione rispetto a ciò che il governo sta facendo - ha provocato il risultato e penalizzato il centrosinistra anche nei Comuni dove ha governato bene».
Vuol dire che al secondo turno non ci sarà il replay dello tsunami?
«Voglio dire che sono, che siamo certi di aver governato sia a Garbagnate come a San Donato e Cernusco. Gli elettori premieranno quindi i candidati del centrosinistra in quei Comuni, mentre in quel di Cernusco si è dato corpo e sostanza a una proposta politica che trova l’interesse della maggioranza degli elettori».
Il voto al primo turno e al ballottaggio, Mirabelli, è anche una risposta al Pd?
«Non è stato né sarà un voto sul Pd, anche se sarebbe stato meglio si fosse fatta qualche polemica in meno».
Roberto Formigoni avverte che se il Pd non accetta il dialogo il nuovo partito nascerà morto. Come dire: il Pd dovrà allearsi anche con Forza Italia. Che risponde al presidente della Lombardia?
«Il Pd non è un partito di centro: è la forza più importante del centrosinistra. Spero che il Pd serva pure a far capire al centrodestra che bisogna riformare il sistema politico di questo Paese, che bisogna andare oltre all’idea di un bipolarismo da campagna eletttorale».
Mirabelli, il Pd accetta o no il dialogo?
«Formigoni conosce la disponibilità espressa in Regione al confronto dialettico. Ma, ricordo, il Pd rafforza la capacità del governo Prodi».