Stazzema, la Cassazioneconferma gli ergastoli

Sono colpevoli i tre ufficiali e sottoufficiali nazisti accusati della strage in Versilia, avvenuta il 12 agosto del 1944 e nella quale furono massacrate 560 persone

Roma - La Cassazione ha confermato i tre ergastoli inflitti a tre dei responsabili della strage di Sant’Anna di Stazzema. In particolare, la prima Sezione penale presieduta da Torquato Gemelli ha respinto i ricorsi di Gerhard Sommer, di Georg Rauch e di Karl Groppler, ufficiali e sottufficiali ultraottantenni che fino ad ora erano liberi in Germania. Per effetto della bocciatura del ricorso i tre ex militari delle SS sono stati anche condannati a pagare le spese processuali e a rimborsare le spese sostenute dalle parti civili con 4mila euro ciascuno. A Sant’Anna di Stazzema nelle colline sopra Lucca, il 12 agosto del ’44 i soldati tedeschi uccisero 560 persone. Le vittime furono quasi tutte anziani, donne e bambini.

Respinti tutti i ricorsi La Corte ha bocciato la tesi del pg Vittorio Garino che aveva chiesto l’annullamento con rinvio degli ergastoli e la celebrazione di un nuovo processo sostenendo non solo che mancava la prova della presenza fisica a S. Anna di Stazzema dei militari accusati della strage, ma anche che i testimoni ascoltati erano militari semplici delle Ss che parteciparono alle esecuzioni e quindi avrebbero dovuto essere considerati coindagati (e con le garanzie del caso). I supremi giudici hanno ritenuto infondate le motivazioni dei ricorsi presentati dagli imputati e li hanno condannati al rimborso delle spese processuali più un risarcimento di 4 mila euro per le parti civili.

Il sindaco: "Grande gioia" "Ero incredulo e commosso alla lettura del dispositivo": ha commentato così con le lacrime agli occhi il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Michele Silicani, costituitosi parte civile a nome della comunità. "Provo una gioia profonda per la mia gente" ha aggiunto. "Abbiamo vinto. Finalmente la storia può essere consegnata ai giovani" prosegue il sindaco. "È giusto così. Sono andato a ringraziare il presidente per la sentenza che restituisce la Storia al futuro". "Dopo 63 anni non potevamo essere più contenti" commenta Mauro Pieri, superstite della strage di Sant’Anna. Pieri, che alla lettura della sentenza si è commosso ringraziando il sindaco, aveva 12 anni quando nell’agosto del ’44 gli furono uccisi la madre e il fratellino e sopravvisse soltanto perché era stato coperto dai cadaveri delle altre vittime. L’uomo ha assisto a tutte le udienze del processo tenutosi in Cassazione.