Stecca, ora «resiste» Rifondazione

I «compagni» occupano una parte dello stabile di proprietà del Comune

Al 21 di via De Castilia l’ufficiale giudiziario si è presentato già quindici volte. Stamani è la sedicesima. Ma Rifondazione comunista non vuole mollare quell’immobile nonostante il Demanio di Palazzo Marino abbia ottenuto il via libera dalla magistratura per ottenere il rilascio dei locali occupati da una sezione di partito.
Così, stamani, dove sorgeva la Stecca parlamentari e consiglieri di Rifondazione minacciano stamani un presidio di «resistenza pacifica contro lo sgombero». Sfratto giudicato «illegittimo»: «Come Rifondazione ci opporremo in tutte le sedi istituzionali e in tutte le forme legali» recita una nota stampa. Eppure il Comune di Milano «ha dimostrato tutta la sua disponibilità» rivela l’assessore Gianni Verga: «Da più di un mese, l’assessorato al Demanio si è attivato per trovare nuovi spazi adeguati e alternativi a quelli occupati per ospitare la sede del Prc». Sede occupata nel 2001 con un contratto di diciotto mesi, termine che a maggio 2007 è «spirato» da quattro anni e passa.
Dati di fatto che non impediscono a Rifondazione di scendere comunque in piazza contro lo sfratto di quella parte della Stecca non ancora demolita. Infatti, nel mese corso è stato abbattuto quell’ex edificio dismesso che, nel tempo, ha dato pure ospitalità a sbandati e spacciatori senegalesi. Scelta «coraggiosa», quella di «abbattere ciò che non occorre per una città più bella, più sicura e più vivibile» replica a Rifondazione l’assessore al Territorio Carlo Masseroli. E, intanto, il gruppo Hines fa sapere che le associazioni ospitate nell’ex Stecca hanno ripreso ad operare: «Provvisoriamente in alcuni prefabbricati costruiti a tempo di record nelle adiacenze del cantiere».