Stefan, il piccolo rom schiavo dei genitori

Stefan, che oggi ha 13 anni, ormai vive - con i genitori adottivi e lontano da Milano - un’esistenza serena, pulita. Gli è stato restituito il sorriso, come auspicava cinque anni fa l’allora assessore ai Servizi sociali del Comune di Milano Tiziana Maiolo che si era occupata a lungo del caso di questo bambino, vittima del racket della prostituzione minorile. Un inferno «gestito» dai suoi genitori naturali, nomadi del campo di via Barzaghi che, a partire dall’estate del 2004, quando il figlio non aveva ancora 7 anni, l’avevano spinto a prostituirsi per strada, a due passi dal cimitero Maggiore, lasciandogli crescere i capelli e tingendogli le unghie di rosso per attirare clienti depravati. Ieri questa coppia di «esemplari educatori» - Vasile Caldararu e Floarea Pomana - sono stati condannati dal tribunale di Milano a 18 anni di reclusione con l’accusa di concorso in induzione alla prostituzione minorile e di violenza sessuale, proprio per aver costretto il figlioletto a prostituirsi attraverso vere e proprie «lezioni». I giudici hanno invece assolto lo zio del bambino e un altro romeno di 42 anni.
Caldararu e sua moglie erano già stati condannati nel luglio 2007 a tre anni di reclusione (cancellati poi dall’indulto) per concorso in sottrazione di minore, lesioni e porto abusivo di arma, proprio perché il 21 aprile 2005, dopo che, sei mesi prima i Servizi sociali del Comune avevano sottratto Stefan ai genitori, non avevano esitato a rapire il piccolo dal Centro bambino Maltrattato (CbM) di via Spadini, alla Comasina, grazie al blitz nella comunità protetta di un «trio» di connazionali. Quindi la coppia di rom aveva raccolto le proprie cose nel campo di via Barzaghi ed era sparita dalla circolazione con i figli.
Il ragazzino venne ritrovato dagli investigatori della squadra mobile sette giorni dopo, in un appartamento in zona San Siro: era la casa di Iulian Iurulea, un altro romeno in quei giorni improvvisatosi «portavoce della famiglia». Al bambino, che i genitori volevano portare oltre confine, gli investigatori arrivarono dopo aver letteralmente messo sottosopra i campi di via Triboniano, di via Barzaghi e di via Capo Rizzuto, tempestando di domande i residenti.
Nel processo terminato ieri con la condanna dei genitori il piccolo Stefan si era costituito parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Chiara Belluzzi, che ha ricevuto la delega dal sindaco Letizia Moratti nominata, in passato, tutore del bambino.
Un anno prima che scoppiasse il caso di Stefan, un giornalista della Bbc - la rete inglese considerata uno dei più autorevoli operatori radiotelevisivi del mondo - aveva documentato il racket della prostituzione minorile dei ragazzini rom nel nord Italia girando, proprio nelle vicinanze del cimitero Maggiore di Milano, un video sconvolgente. Stefan, all’epoca in cui venne sottratto alla famiglia (ottobre 2004) era stato trovato dalla polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.