Stefanenko: «Grazie all’Italia in Russia mi trattano da star»

La showgirl sarà al fianco di Luca Barbareschi nella seconda serie di «Nebbie e delitti» di Raidue

nostro inviato a Verona

Queste sì, sono soddisfazioni. Lei è partita dalla Russia diciassette anni fa per cercare fortuna in Italia. Ci è riuscita. E ora torna a casa alla conquista del suo Paese, grazie alle acquisite doti italiane. Natasha Stefanenko, un metro e ottantacinque di bellezza, fascino e intelligenza, ex modella, conduttrice di trasmissioni come Skatafascio e Convenscion, sembra nata in una cittadina della Sicilia invece che in un minuscolo e freddissimo paesino degli Urali: solare, simpatica, parla in italiano più veloce di Mentana. In una cantina veronese, davanti a un bicchiere di vino rosso, sorride all'idea di essere una specie di mitraglia. «Me lo dicono tutti quando torno in Russia che parlo troppo veloce: lì si sussurra e se uno strilla come ho imparato a fare in Italia, pensano che si dia arie. E così mi chiedono se mi sono montata la testa».
Natasha in questo periodo torna spesso a Mosca perché sta conducendo una trasmissione per la tv pubblica Ctc dedicata alle donne. In What not to wear («Cosa non indossare») spiega alle partecipanti come vestirsi. «Arrivano ragazze - racconta - agghindate in modo osceno. Sono abituate a negozi dove, un tempo, c'era un solo tipo di cappotto, cambiava solo il colore. Bene, dopo che le cambiamo e pettiniamo, diventano bellissime». A Mosca, Natasha, grazie a questa trasmissione, sta diventando popolare. «Non potete immaginare quante persone mi guardano, la Russia è sterminata, non c'è confronto con la televisione italiana. Mia madre è al settimo cielo: lei è alta 1 e 65, ha i capelli rossi pettinati coi bigodini e la carnagione scura, l'esatto contrario di me, ma dice a tutte le sue amiche che le assomiglio. È troppo buffa».
La Russia spunta da tutte le parti. A Verona è venuta per presentare, nell'ambito del Prix Italia, la seconda edizione della serie tv Nebbie e delitti, su Raidue dal 9 novembre. La sceneggiatura della fiction è stata riscritta dopo che le è stata affidata la parte principale, tenendo conto delle sue origini. La nebbia è sempre quella della Pianura padana, i delitti sono un po' meno oscuri, il commissario Soneri - burbero dal cuore tenero - è ancora Luca Barbareschi. Dai toni un po' enfatici e con un improbabile finale, nella puntata (che andrà in onda per seconda) presentata l'altra sera, il capo della mobile e la sua compagna avvocatessa Angela (la Stefanenko) indagano su un giro di bambini russi, rapiti e usati come accattoni. Vicende terribili, purtroppo reali. «Storie di questo tipo accadono ovunque - dice -. Ma in Russia ci sono condizioni drammatiche, soprattutto a causa dell'alcolismo che riempie gli orfanotrofi». Lei, nata in una città degli Urali che era una base nucleare, da tempo impegnata ad aiutare i bambini di Chernobyl, ha scelto di vivere in una cittadina delle Marche. «Voglio che mia figlia Sasha respiri la migliore aria possibile».
In Italia non si dedica solo alla fiction: cominciano in questi giorni le riprese di un reality che andrà in onda su Sky Vivo da dicembre. Italia's next not model è uno show che seleziona delle modelle. «Ma non le facciamo morire di fame, devono dimagrire facendo ginnastica, in modo sano». L'anorresia? «È una malattia terribile. Quando sfilavo, ho visto tante modelle ridotte male: dovrebbero essere i genitori a intervenire, perché una ragazza di 17-18 anni non è ancora matura. Io non mi sono persa perché avevo una solida educazione alle spalle... Penso che abbia fatto bene Toscani a proporre la foto con la modella anoressica nuda. E non mi venite a dire che bisogna inseguire l'intelligenza e non la bellezza, tutte e due contano. Donne e uomini vogliono piacere: se hai tre lauree ma non sai come comportarti, non fai strada. Se stai bene con te stessa, se sei convinta dei tuoi pregi spacchi il mondo».
Dunque fiction, reality e show, un anno impegnativo per Natasha. Che altro vorrebbe fare? «Recitare per il cinema, finora ho fatto solo una particina in un film di Benvenuti. Se verranno delle proposte, ne sarò ben lieta, altrimenti non muoio per il lavoro: ho tante altre cose da fare».