Stefanini: «L’idea di avere una banca resta valida»

Il neo presidente: «Pronti a difendere gli interessi dei soci». Oggi la riunione dei consulenti. Il gruppo potrebbe ripresentare la domanda entro 10 giorni

Marcello Zacché

da Milano

L’appuntamento è a Bologna per stamattina, sede dell’Unipol: tutti i consulenti dell’Opa lanciata su Bnl, fermata ieri da Bankitalia, sono stati convocati dai nuovi vertici del gruppo. Insieme con il presidente Pierluigi Stefanini, gli uomini di Nomura, Credit Suisse First Boston, Deutsche Bank e Guido Roberto Vitale si confronteranno per decidere il da farsi. Sono anche previste, a seguire, riunioni informali con i membri dei consigli di Unipol, della controllante Finsoe e della holding Holmo, controllata dalle cooperative di Legacoop.
Stefanini, intervistato da Raitre a Primo Piano ha detto di non «avere avuto ancora il tempo di esaminare i contenuti» del verdetto di Bankitalia, arrivato alle 19. «Lo faremo domani (oggi, ndr) e prenderemo tutte le iniziative a tutela dell’interesse dei soci e dei contenuti del progetto Bnl». Per il presidente di Unipol «l’idea di crescere nel mercato bancario e assicurativo rimane valida e strategica. Vogliamo credere che anche per il mondo cooperativo ci sia uno spazio su questi mercati, nell’interesse dei nostri soci e dell’intero sistema». Tanto che Bnl «è una strada, ma ce ne sono anche altre», tra cui quella di un rafforzamento dell’alleanza con Mps: «una possibilità da esaminare».
Il consiglio della compagnia dovrebbe tenersi entro domani, ma già da oggi si dovrebbe capire se Unipol accantonerà Bnl oppure deciderà di dare battaglia. In realtà, prima ancora di un ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, Unipol potrebbe seguire la strada prevista dall’articolo 10 bis della legge 241/90 sulla riforma dei procedimenti amministrativi. Una norma che consente, entro dieci giorni dal ricevimento dello «stop» dell’autorità, di presentare per iscritto le proprie osservazioni, «eventualmente corredate da documenti». Un’iniziativa che farebbe ripartire da zero i tempi del procedimento di Bankitalia. In pratica Unipol potrebbe avere la possibilità di ribattere alle osservazioni di Bankitalia (che riguardano il mancato rispetto dei requisiti prudenziali di adeguatezza patrimoniale), presentare eventuali modifiche e dunque avanzare di nuovo la domanda per Bnl. Viceversa potrebbe decidere di cambiare strategia e di mollare la partita, virando su nuove frontiere strategiche, come un rilancio dell’asse con Mps.
In ogni caso il lavoro degli advisor che inizia oggi sarà mirato a massimizzare la capacità negoziale della compagnia in vista dell’eventuale abbandono della partita Bnl. Magari preparandosi a difendere la joint venture in Bnl Vita. Unipol (che ha poco meno del 15%) sia i suoi soci (in tutto c’è in ballo il 51% del capitale) nella scalata dovranno disfarsi delle azioni cercando uno o più compratori. Un’operazione che, se dovesse ripresentarsi l’interesse degli spagnoli del Bilbao, sarebbe relativamente semplice. Viceversa Unipol dovrà pensare a strade alternative.