Stekelenburg non sbaglia la prima uscita «Roma era il mio sogno. E sono pronto»

La prima telefonata della Roma gli era arrivata ad aprile, quando era in infermeria per un infortunio al pollice della mano sinistra mentre i compagni dell’Ajax iniziavano la cavalcata finale verso il 30° scudetto. Lasciando i lancieri, Maarten Stekelenburg avrebbe voluto solo la Roma. E così è stato. Il ds giallorosso Sabatini ha ricordato come «senza la ferrea volontà di Maarten non saremmo riusciti a portarlo qui, dobbiamo ringraziarlo». Una gratitudine che il giocatore rovescia verso i suoi agenti: «Non è solo merito mio, ma soprattutto del mio staff e del mio manager». Pare che l’intervento del portiere - forse anche economico - abbia convinto l’Ajax che si impuntava sulla clausola rescissoria.
«The Steek» - questo il suo soprannome - ha svolto ieri il primo allenamento a Trigoria e ha parlato al telefono con Franco Tancredi, il suo preparatore che vedrà nei prossimi giorni in occasione dell’amichevole Olanda-Inghilterra. «Sono pronto per giocare e vincere, Luis Enrique mi ha già coinvolto nel progetto e ho scelto il numero 24 perché è il giorno in cui è nato mio figlio Sem», dice Maarten che confessa di non avere modelli ma «di apprezzare Edwin Van der Sar e Buffon che è il migliore in Italia». E tranquillizza sull’ultimo infortunio: «Sono rimasto fuori solo due mesi e non 4 come hanno scritto in Olanda, ma ora sto benissimo».
«Era la nostra prima scelta, abbiamo risolto il problema del portiere alla Roma per diversi anni», dice Sabatini che ora dovrà però risolvere la vicenda del pre-contratto già siglato con l’argentino Romero. «Con il suo arrivo si alza ancora il livello della squadra, faremo in modo che Maarten si integri subito con il resto del gruppo», così Luis Enrique, che si dice soddisfatto dei miglioramenti del gioco e parla degli avversari di Coppa dello Slovan Bratislava: «Dobbiamo affrontarli con concentrazione e con la giusta intensità, non è un turno facile».
Capitolo mercato: nel weekend sbarca in Italia l’agente di Casemiro, ma la trattativa con il San Paolo resta difficile vista la volontà del club brasiliano di battere un’asta tra Inter e Psg. In più la Roma deve comunque liberarsi di un extracomunitario e Barusso e Simplicio non sembrano voler spostarsi da Roma. Il sacrificato potrebbe essere così Pizarro, fuori ruolo nel 4-3-3 di Luis Enrique, nonostante le smentite di Sabatini. Prosegue l’assalto a Nilmar, ma la differenza tra domanda (20) e offerta (16) è ancora alta. Nuovo assalto la prossima settimana quando la Roma giocherà a Valencia, a 50 chilometri da Villarreal, il club dell’attaccante della Seleçao.