Le stelle del cinema ambasciatrici di Roma

Sergio Castellitto, Aurelio De Laurentiis, Riz Ortolani, Stefano Rulli, Gianni Elsner, Carlo Lizzani, Ferzan Ozpetek, Sandro Petraglia, Vittorio Storaro, oltre a Sabrina Ferilli e Richard Fox, assenti per motivi di lavoro. Sono i nuovi «Ambasciatori di Roma», insigniti dell’omonimo premio, ieri in Protomoteca dal sindaco Walter Veltroni e dalla vice sindaco Maria Pia Garavaglia, «ambasciatrice» dal 2002. «Un omaggio alle personalità che promuovono l’immagine di Roma nel mondo - ha commentato Veltroni - che, a pochi mesi dalla Festa del Cinema non poteva che andare a cineasti, attori, sceneggiatori e compositori». Sulla medaglia, l’immagine di Marco Aurelio, «simbolo del Campidoglio e della capitale - ha spiegato la vice sindaco - scelta per una massima imperiale che sintetizza perfettamente i perché di quest’onorificenza: quando al mattino non hai voglia di svegliarti, ricordati che hai qualcosa di importante da fare per l’umanità».
«Quando sono stato chiamato per Apocalypse Now - ha ricordato Storaro - mi sono veramente sentito ambasciatore della nostra cultura all’estero. Ora che sono insignito del titolo ufficiale mi impegnerò a esportare tecniche e sensibilità ma anche a importarle, per contribuire all’arricchimento che nasce dal dialogo tra Paesi e dalla reciproca conoscenza». La premiazione è stata l’occasione per presentare il libro Le strade del cinema portano a Roma di Lino Cascioli e Marco Molendini (Il Parnaso), raccolta di immagini dei monumenti capitolini tratte da film, in una selezione che va dal muto alle pellicole più recenti, spaziando tra generi e ambientazioni diverse, nel tentativo di restituire ricordi della città e di importanti attori e registi. Se Fontana di Trevi e via Veneto non possono che essere rappresentate tramite gli scatti de La Dolce Vita, gli studios di Cinecittà con quelli di Ben Hur e la Bocca della Verità con Vacanze Romane, più originali sono le immagini del Vittoriano, che «esplode» in The Core, del Pantheon tratto da Ocean’s Twelve e di San Pietro, insolito sfondo di uno scontro a colpi di kung fu in Bruce Lee vive ancora. Un modo per testimoniare la ricchezza e l’evoluzione di Roma attraverso la storia dei film che l’hanno vista protagonista.