Via le stellette e le divise Parchi e appartamenti al posto delle caserme

Le caserme si aprono alla città. Tolto il filo spinato e abbattuti i muri, i fortini urbani si preparano alla metamorfosi in parchi, case, alloggi popolari. È il risultato del protocollo d’intesa siglato ieri dal sindaco Letizia Moratti e dal ministro della Difesa Ignazio la Russa, che prevede la dismissione di sette caserme, un deposito e una piazza d’armi.
Nella lista La caserma Magenta di via Mascheroni, la caserma Carroccio in via Mario Pagano e la caserma Mameli di viale Suzzani, la Montello di via Caracciolo, la XXIV maggio di via Vincenzo Monti, la caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, la caserma Mercanti di via Tanzi, i magazzini del commissariato Milano Baggio in via della Rovere e l’area addestrativi chiamata piazza d’armi in via delle Forze Armate. Un milione di metri quadrati per un valore di miliardo di euro. Un bel patrimonio, non c’è che dire.
Da quando il servizio di leva non è più obbligatorio, questi enormi edifici, molti dei quali in centro, sono sottoutilizzati - «ci sono tra il 10 e il 20% in meno dei militari» sottolinea La Russa -: da qui la decisione di dismettere le caserme parzialmente, mentre il resto dell’area potrà essere venduta. Il 10-15% degli incassi - il ministro La Russa ha assicurato il 15% - finiranno così nelle casse comunali insieme agli oneri di urbanizzazione. «Grazie alla legge 133 del 6 agosto 2008 - ha spiegato il sindaco - che consente al ministero della Difesa di alienare alcuni immobili militari, abbiamo deciso, Comune e ministero, di promuovere un accordo di programma per valorizzare le strutture militari che si trovano a Milano».
Prematuro ancora dire cosa ne sarà di queste aree: a breve verrà istituito un tavolo di lavoro per definire le destinazioni d’uso degli immobili. «Una cosa è certa - ha annunciato La Russa -: una delle priorità per me è dare un’abitazione a tutti i militari: quasi sempre prestano servizio in città diverse dal luogo d’origine. In Valle d’Aosta, per esempio, abbiamo ceduto delle aree e in cambio ci costruiscono delle case». Non è la prima volta che viene siglato un accordo del genere con il ministero: a Bolzano, Aosta, Nuoro e La Spezia, infatti, è già avvenuto. Della caserma Magenta di via Mascheroni si è già parlato come possibile sede dell’Accademia di Brera, le altre potranno diventare appartamenti sia per i militari sia di edilizia convenzionata, parchi, strutture sportive, centri commerciali.
«Il progetto - spiega La Russa - andrà a valorizzare gli obiettivi del Comune: un piccolo segnale di come si voglia rendere sempre più bella e vivibile la nostra città». «Riconsegniamo alla città - ha commentato Letizia Moratti - aree importanti che finora non erano fruibili: un’azione strategica soprattutto nel momento in cui stiamo redigendo il piano di governo del territorio, che rappresenta un punto di incontro nell’interesse di tutti, per il bene comune».
Nel pomeriggio il sindaco ha incontrato il primo cittadino di Riccione, Daniele Imola, per siglare un accordo per l’Expo 2015. A proposito di Expo la Moratti ha ribadito che non ci sarà alcun ridimensionamento dei fondi, dirottati per l’emergenza Abruzzo, ma solo una razionalizzazione. «Domani al tavolo Lombardia si avranno tutte le risposte ufficiali. Io sto partecipando a tutti i G8 del governo come commissario Expo. Se il governo non avesse tanto a cuore l’esposizione - ha aggiunto il sindaco -, come commissario non parteciperei».
Non solo, domani sera la Moratti sarà con l’amministratore delegato di Expo 2105 spa, Lucio Stanca, ospite ad «Annozero» a parlare dell’evento. «Ho scelto di partecipare perché finora di Expo si è parlato solo per questioni relative alla gestione e al governo, mentre io spero di riuscire a rilanciare il progetto».