La stellina Cristiana: «Che sogno Vorrei tornare presto, ma in gara»

Pedro Armocida

da Venezia

Per adesso qui al Lido non fa altro che ricevere doni. Ecco la borsa di marca, «una foto di qua prego» click; gli occhiali all’ultima moda, «li può indossare per favore?» click; «c’è il direttore della terrazza Martini dell’Excelsior che vorrebbe uno scatto con lei», click-click. Cristiana Capotondi, la celeberrima Claudia di Notte prima degli esami, annuisce, si mette in posa, lancia sorrisi, è disponibile con tutti. Poi i riconoscimenti un po’ più importanti come il premio Guglielmo Biraghi del Sindacato nazionali giornalisti cinematografici a lei in coppia con l’altro protagonista di Notte prima degli esami, Nicolas Vaporidis, o come Diamanti al Cinema-Trilogy Award. Ventisei anni mercoledì prossimo, l’attrice che ha debuttato in tv a tredici («ma - confida - la mia unica passione è il grande schermo») e nel cinema due anni fa con Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio, sembra non essere cambiata dopo il grandissimo successo di Notte prima degli esami di Fausto Brizzi (in uscita il 4 ottobre in dvd).
Giovane, carina, elegante, un volto e una voce da eterna adolescente che intrigano e seducono, Cristiana è reduce da «un anno molto intenso». Il 9 ottobre partono le riprese di Notte prima degli esami 2 che vedrà lo stesso cast del primo episodio tranne lei. «Sono troppo legata - spiega - a quel film. Non mi sembrava il caso di continuare perché volevo che il personaggio di Claudia rimanesse così com’è nel cuore dei tanti spettatori. Me lo godrò da spettatrice». Tra uno sbadiglio e l’altro - al Lido ha fatto le ore piccole - ammette che «sarebbe un sogno poter tornare al festival, magari con un film in concorso perché i premi, inutile negarlo, sono belli e a me danno delle iniezioni di entusiasmo».
È nostalgica degli anni Sessanta «quando c’erano meno cose e più emozioni», ma il nuovo e importante ruolo che sta interpretando è quello in costume di Teresa in I vicerè di Roberto Faenza tratto dall’omonimo romanzo di De Roberto. «È un progetto molto ambizioso - racconta - perché si tratta d’un kolossal in due puntate per la tv con una versione per il cinema. Faenza punta a realizzare un secondo Gattopardo. Ho letto il libro e ho studiato due mesi per prendere l’inflessione catanese. Accanto a me ci sono grandi attori come Lucia Bosè e Lando Buzzanca da cui posso solo imparare». Girato in queste settimane tra Catania e il palazzo Chigi di Ariccia, I vicerè rappresenta per l’attrice romana «un banco di prova perché lascio il terreno della commedia. Sarò una donna che ha un conflitto interiore legato a problemi di amore, di matrimonio d'interesse e di ragion di Stato. Per riuscire a esprimere al meglio questi impedimenti d’amore nell’Ottocento ho trovato però delle motivazioni moderne, ad esempio pensando a un uomo impegnato o che vive in un’altra città o ama un’altra donna. È un personaggio che esprime tutto negli occhi».