Lo stellone di Lippi ci serve per piegare Cipro

Un’Italia inguardabile subisce i modesti isolani per quasi tutta la partita, ma Di Natale (2 gol) scaccia gli incubi nel recupero. <a href="/a.pic1?ID=288696" target="_blank"><strong>L'allenatore azzurro: &quot;Abbiamo avuto fortuna, teniamocela ben stretta&quot;</strong></a>

nostro inviato a Larnaca

Se il suo rigore aveva condannato Donadoni a Vienna, la sua doppietta a Larnaca salva Lippi da una figuraccia nel ritorno sulla panchina azzurra. Totò Di Natale, l’uomo di fiducia del tecnico lombardo, si spoglia delle vesti di primo capro espiatorio dell’eliminazione nell’ultimo Europeo e indossa quelle dell’eroe della difficile serata cipriota. Il suo tocco in pieno recupero, unito al bel gol segnato dopo 8 minuti, cancella gli incubi già vissuti da Bearzot (sempre con una squadra campione del mondo in carica) 25 anni fa. Passare dal rischio di una storica sconfitta ad una beffarda vittoria al 92’ è segno di notevole fortuna. Ma rispetto al positivo esordio di quattro anni fa, c’è solo il risultato in comune. Per il resto, c’è poco o nulla da salvare.
Il ct viareggino non voleva alibi. Nemmeno quello dell’impatto ambientale o del campo un po’ spelacchiato, che in realtà si presenta migliore di quanto si pensava. Lo stadio di Larnaca, che sarà la casa dell’Anorthosis (avversario dell’Inter) in Champions visto che Famagosta è ormai sotto il controllo turco, non si riempie. Non è dunque il palcoscenico del «Papadopoulos» la causa della pessima partenza degli azzurri, ma la loro lentezza. Accentuata dalla verve dei ciprioti, con a centrocampo un quartetto di frombolieri (Aloneftis, la piccola ala dell’Omonia Nicosia, è un’iradiddio) e la coppia di attaccanti – idoli del calcio locale – Okkas e Constantinou. L’idea di Lippi era chiara: sfruttare la velocità di Di Natale, che si sistema a sinistra nel quasi tridente offensivo, per innescare le fughe di Toni e Gilardino, in campo insieme per creare grattacapi alla difesa di casa, il cui punto debole sono i palloni alti. In realtà la retroguardia impacciata si rivela quella azzurra, anche perché sfortunata: Gamberini (prima da titolare in un match ufficiale) si scontra con Okkas e ricade male sulla spalla destra, provocandosi una lussazione; nemmeno un quarto d’ora dopo tocca a Grosso, che in un contrasto batte la schiena, accusando un risentimento nella zona lombare.
L’ingresso di Barzagli non dà sicurezza al reparto. Entrato a freddo, rischia un clamoroso rigore su Makridis (meno male che Vink giudica l’intervento sul pallone) che avrebbe complicato ancora di più la serata e soffre maledettamente con Okkas. Provvidenziale si rivela così il gol dell’1-0 di Di Natale all’8’ che sul lancio di Pirlo compie la sua classica giocata di conversione al centro dove gli «addormentati» Christou e Nikolaou fanno da spettatori. Buffon deve compiere almeno tre balzi prodigiosi per salvare la propria porta, e quando non arriva il portierone juventino tocca a Cannavaro respingere sulla linea il tiro, a botta sicura, di Constantinou mentre il solito Aloneftis spara alle stelle.
Camoranesi si rivela l’unica variante tattica che non spaventa il greco Anastasiadis, tecnico dei ciprioti, che di lì a poco festeggia il meritato pareggio: un contrasto perso da Zambrotta fa partire Nikolaou sulla destra, il cross rasoterra non trova l’intervento in scivolata di Cannavaro, Buffon fa il solito miracolo su Charalambides e un Cassetti lentissimo sulla carambola concede ad Aloneftis il gol.
L’evidente squilibrio porta al sacrificio di un Toni in serata no e all’ingresso di Gattuso, che dà maggiore sostegno al nuovo attacco ridisegnato da Lippi: Gila unica punta, Di Natale e Camoranesi trequartisti. Ma gli eroi di Berlino continuano a produrre poco in termini di occasioni da rete. Nemmeno il regalo di Giorgallidis, che non trattiene la punizione maligna di Pirlo, permette la rete del vantaggio agli azzurri, visto che Garpozis impedisce a Barzagli, libero sotto porta, di riscattarsi. E manca poco che i ciprioti trovino l’eroe della serata nel nuovo entrato Christofi, altra stella dell’Omonia Nicosia, o nello stesso Garpozis che falliscono il colpaccio forse per la troppa emozione. Il finale è da cardiopalma, ma la zampata di Di Natale che sfrutta il colpo di tacco di Gilardino è la ciambella di salvataggio dell’Italietta. Mercoledì a Udine contro la Georgia servirà qualcosa di più.