Stephen King, adesso arriva il libro che non esiste. Scritto all'«Overlook Hotel»...

Un fan del «Re del Brivido» ha pubblicato il romanzo scritto dal protagonista di «Shining». Fatto di una sola, inquietante, frase: un inquietante proverbio che è entrato nella storia della letteratura e del cinema. E ha già venduto mille copie

Stephen King non è “solo” il più amato e letto degli scrittori horror di tutti i tempi, capace di vendere - se non è il record assoluto, poco ci manca - qualcosa come 300 milioni di copie dei suoi oltre 40 libri, fra romanzi e raccolte di racconti (ma alcuni parlano addirittura di 500 milioni...). Stephen King è un autore “culto”, misterioso, schizofrenico, enigmatico. Le leggende sul suo conto si sprecano, come quella secondo la quale in realtà i libri non li scrive lui, ma un apposito software... King ha scritto romanzi diventati capolavori al cinema, ha scritto racconti solo su internet, ha iniziato libri continuati dai sui fan sul web, ha scritto sui “segreti” della scrittura (il celebre saggio «On writing») e ora, indirettamente, è diventato anche autore di un libro... che non esiste. Un suo appassionato lettore, Phil Buehler, artista newyorkese esperto di cinema e letteratura, ha pubblicato il romanzo di Jack Torrance, ossia il protagonista di «Shining», il libro scritto da Stepehn King nel 1974 (inizialmente intitolato «Una splendida festa di morte») e portato nel 1980 al cinema dal regista Stanley Kubrick con l'indimenticabile interpretazione dell'attore Jack Nicholson. È un (apparente) paradosso letterario-editoriale, ,ma l'idea di mandare in stampa il «capolavoro» (inesistente) al quale lo scrittore Jack Torrance (un'invenzione narrativa) lavora ossessivamente, durante il soggiorno nell'isolato e maledetto “Overlook Hotel”, in cui sprofonda in una progressiva follia che lo spinge a minacciare di morte la sua famiglia, potrebbe essere anche vincente, almeno per il marketing. Comunque, sarà un unicum dal punto di vista letterario, visto che a comporre il romanzo è un'unica frase, quella ossessivamente ripetuta - dal titolo di copertina all'ultima pagina - dallo scrittore-folle Jack Torrance (dietro il quale si intravede in maniera molto esplicita l “inquietante” Stephen King): «All work and no play makes Jack a dull boy», ovvero il proverbio inglese che letteralmente significa «Lavorare soltanto e non giocare rende Jack un ragazzo annoiato/noioso» e la cui morale è che senza staccarsi mai dal lavoro, si tende a diventare persone annoiate e noiose (nella versione cinematografica italiana è poi diventata «Il mattino ha l'oro in bocca»). La frase è diventata il contenuto del libro creato da Phil Buehler che, per ottanta pagine, ripete che «All work and no play makes Jack a dull boy» riprendendo all'inizio il dattiloscritto che si vede nel film e poi inizia a riproporre la frase incidendo la pagina con caratteri tipografici, dando forma grafica alla pazzia di Jack Torrance e trasformando così il testo in un metatesto. Un'opera (detto per inciso) che farebbe una figura eccezionale nel celebre dizionario-biblioteca “Mirabiblia” di Paolo Albani e Paolo Della Bella che elenca tutte le edizioni assurde, i volumi mai pubblicati, i titoli falsi e inesistenti della storia della letteratura. Ma non è tutto. Buehler ha autopubblicato il libro con la firma dell'«eroe maledetto» del romanzo di King, Jack Torrance, e ha fatto sapere che più di mille lettori hanno mostrato interesse per l'acquisto del suo libro in vendita sul sito internet Blurb.com (costo: 8.95 dollari nella versione economica e a 22.95 dollari in quella rilegata). Particolare non trascurabile, la realizzazione del libro «inesistente» ha richiesto a Buehler una settimana di lavoro durante la quale la sua fidanzata, che non aveva né letto né visto «Shining», si è molto preoccupata per la sanità mentale dell'artista. Grazie a dio, verrebbe da dire, non l'ha scritto in un hotel.