Stermina l’intera famiglia: «Non mi vogliono bene»

La 29enne, aiutata dal fidanzato, uccide genitori, fratello, cognata e i nipotini di tre e sei anni. Forse dietro il massacro anche un movente economico

da Washington

La pecora nera di casa, la figlia ventinovenne di un ingegnere della Boeing, aiutata dal fidanzato coetaneo, ha sterminato a colpi di arma da fuoco, nel pomeriggio della vigilia di Natale, tre generazioni della sua famiglia.
La tragedia si è consumata a Carnation, paesello di 2mila abitanti a circa 40 chilometri da Seattle nello stato di Washington.
Michele Kristine Anderson e il fidanzato Joseph McEnroe, secondo la ricostruzione della polizia, avrebbero sparato a bruciapelo senza pietà sui genitori della donna, Wayne e Judy di 60 e 61 anni, sul fratello Scott di 32 anni, poi avrebbero premuto ancora il grilletto contro la moglie di Scott Erica trentunenne e i loro due bambini Olivia di 6 anni e Nathan di tre. Scott era appena arrivato con la famiglia da Black Diamond, dove lavora come costruttore edile, per trascorrere il Natale con i genitori. Unica superstite l’altra figlia degli Anderson, Mary, che vive a North Bend e che avrebbe dovuto raggiungerli il giorno dopo.
Mentre avveniva la carneficina qualcuno dalla casa dell'ingegnere Anderson ha chiamato la polizia senza lasciare messaggi. La chiamata, registrata alle 17.13 è durata una decina di secondi. Secondo il centralinista che ha risposto al telefono, sullo sfondo si sentivano voci concitate che sono state scambiate per il cicaleccio di un party natalizio. I due poliziotti mandati sul posto, una casa sperduta nel bosco a cinque chilometri da Carnation, si sono limitati a constatare alle 17.45 che l' edificio era chiuso a chiave. Senza andare oltre E ora a essere sotto accusa è lo sceriffo della contea di King, John Urquhart che non sa spiegare il perché del comportamento «distratto» degli agenti.
«Ci sarà un'inchiesta - ha spiegato -, gli agenti mandati sul posto parlano sempre con qualcuno prima di stabilire che si tratta di un falso allarme».
I cadaveri, invece, sono stati scoperti 38 ore dopo, cioè mercoledì mattina, quando una collega della signora Anderson si è andata a casa della donna per sapere come mai non si fosse presentata al lavoro. Judy Anderson faceva la postina e la sua assenza al ritiro della corrispondenza alla fermata dell'autobus aveva preoccupato l'impiegata dell'ufficio postale.
Non appena è stata allertata la polizia e lo sceriffo Urquart e il detective Bob Conner sono arrivati nella casa sperduta nel bosco, Michele Kristine Anderson e Joseph McEnroe, si sono presentati per chiedere cosa stesse succedendo. Come nulla fosse accaduto. «Non so perché siano tornati sul luogo del delitto - ha spiegato lo sceriffo - ma mi hanno immediatamente insospettito con le loro domande. I due vivono in un camper a poche centinaia di metri. Non è plausibile che non avessero fatto visita ai genitori nel giorno di Natale».
Ben Anderson, figlio di un fratello del capo famiglia trucidato, ha raccontato agli inquirenti che Michele Kristine era una spina nel fianco della famiglia. «Mio zio aveva comprato un pezzo di terreno adiacente alla casa per ospitare il camper dove lei viveva con Joseph, ma per mia cugina non era abbastanza. Si lamentava sempre dicendo di non essere amata. Credeva che i genitori la evitassero, che non facessero nulla per lei ma tutto per gli altri due figli».
L'arma utilizzata per la strage non è stata ancora trovata. Michele Kristine e Joseph, sono stati arrestati ma finora non hanno voluto parlare. Né tantomeno scegliersi un avvocato.
La madre di Joseph McEnroe, Sean Johnson, non si dà pace. «Mio figlio - ha detto - è un buon cristiano. Ha conosciuto Michele Kristine on line e ha deciso di lasciare l'Arizona dove viveva per andare ad abitare con lei. Non ci parlavamo molto perché telefonare costa ma so che lavorava ai grandi magazzini Target».