La stessa firma di Madrid: «Siamo stati noi»

È il gruppo che un anno fa si era scagliato contro il premier Berlusconi. Minacciati altri obiettivi occidentali

Fausto Biloslavo

«Un gruppo di mujaheddin delle brigate Abu Hafs al Masri ha sferrato il suo attacco alla capitale miscredente». Inizia così il delirante comunicato di rivedicazione degli attentati che giovedì scorso hanno sconvolto il centro di Londra. La sigla del terrore ha adottato il nome di battaglia del consuocero di Osama bin Laden, ucciso in un bombardamento mirato americano in Afghanistan nel 2001.
Il comunicato, pubblicato su internet, ha un titolo da far accapponare la pelle: «Spedizione a Londra lungo il cammino della sanguinosa guerra contro i crociati», ovvero tutti gli occidentali. L’attacco terroristico di Londra viene inserito in una strategia più ampia, che punta a colpire a fondo l’Europa, come è già avvenuto a Madrid e a Istanbul. Sia l’attentato contro la stazione Atocha di Madrid del 2004, sia quello ai danni di due sinagoghe a Istanbul dell’anno precedente, erano stati rivendicati dalla stessa organizzazione, che fa riferimento all’ideologia jihadista di Al Qaida.
Il comunicato, che porta la data di ieri, afferma che «le nostre parole e i nostri attacchi non si sono fermati, ma il nemico crociato ha continuato a perpetrare i suoi crimini. Ringraziando Allah un gruppo di mujaheddin delle brigate Abu Hafs al Masri ha attaccato la capitale miscredente, la capitale inglese, provocando molti morti e feriti».
Qualche ora dopo le bombe di Londra era arrivata, sempre via internet, la prima rivendicazione firmata dall’Organizzazione segreta di Al Qaida in Europa. Il nuovo comunicato, che si assume la paternità della strage, viene ritenuto più attendibile dagli stessi forum estremisti islamici presenti in rete, anche se in passato le minacce della brigata Al Masri si rivelarono in qualche occasione infondate. Per esempio fu rivendicato, come attentato, il black out che colpì un’intera costa degli Stati Uniti, e che fu provocato in realtà da problemi tecnici.
La televisione araba Al Jazeera, con ottimi agganci nel mondo del terrore, è stata la prima a rendere nota la rivendicazione. I misteriosi estensori del messaggio «benedicono» l’attacco mortale di Londra promettendo che «i prossimi giorni saranno segnati dalle più grandi manifestazioni di Jihad contro coloro che hanno dichiarato guerra all’Islam e ai musulmani». E ancora: «Non staremo zitti e non ci calmeremo fino a quando non sarà sicura la terra dell’Islam e dei musulmani in Irak, Afghanistan e Palestina». «L’inizio è stato a Madrid, Istanbul e oggi Londra, domani saranno i mujaheddin ad avere l’ultima parola». Dopo l’attacco di Madrid il gruppo terrorista riprese la «tregua» proposta da Osama bin Laden ai Paesi europei, in cambio del ritiro delle truppe dall’Irak.
A metà luglio dello scorso anno le brigate si scagliarono direttamente contro il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi: «Questo è l’ultimo avvertimento per la nazione italiana. O vi liberate di Berlusconi o bruceremo l’Italia. Siamo capaci di colpire obiettivi di qualità con armi di distruzione di massa che causeranno un enorme disastro. Un singolo individuo che si sacrifica vale più di un esercito, come ha dimostato l’11 settembre». Alla fine di luglio le brigate hanno annunciato, sempre su internet, la rottura della tregua con gli europei, che non avevano ritirato i soldati dall’Irak, con parole profetiche: «Da oggi vi dichiariamo una guerra senza quartiere. Raderemo al suolo le vostre città, le inzupperemo nel sangue».