Lo stesso orrore del caso Reggiani

Una originaria dell’Africa meridionale, dal Lesotho, studentessa di 31 anni; l’altra una signora romana di 47, moglie di un capitano della Marina italiana. Due donne diverse, accomunate da un identico destino tragico. La violenza sessuale avvenuta ieri nella capitale ha molte similitudini con l’omicidio di Giovanna Reggiani, avvenuto cinque mesi fa nella periferia romana.
Entrambe le donne sono state sorprese all’uscita di una stazione ferroviaria della capitale, entrambe brutalmente aggredite e violentate. In tutti e due i casi, i responsabili sono uomini di nazionalità romena che vivono ai margini, nelle baraccopoli sorte spontaneamente intorno al centro di Roma.
Per fortuna, l’episodio di ieri avrà un epilogo diverso: la giovane universitaria è ora ricoverata nell’ospedale San Filippo Neri, in condizioni definite stazionarie ma non gravi; mentre Giovanna Reggiani, dopo aver lottato per due giorni tra la vita e la morte dopo essere stata aggredita e massacrata con colpi al viso e alla testa, morì alle 19.34 del 1° novembre del 2007. La Reggiani fu violentata, seviziata e gettata in un fosso nella zona di Tor di Quinto da Romulus Nicolaer Mailat, un romeno di 24 anni. L’immigrato, di fronte ad altre tre persone di nazionalità romena (una delle quali è la donna che poi chiamerà i soccorsi) derubò la donna anche della borsetta e del cellulare.