Steward in sciopero della fame: basta sindacati corporativi

Roma - «Vogliamo un sindacato più realista e meno corporativo e un immediato ritorno al tavolo con Air France». Sono le motivazioni di Gianluca Morale, 45 anni, da 23 assistente di volo Alitalia, al quarto giorno dello sciopero della fame, che questa mattina, ha dimostrato pacificamente come «uomo-sandwich» («Per l’Alitalia, per la vita nostra e dei nostri figli», si legge sul cartello) davanti all’area tecnica della compagnia a Fiumicino, ricevendo la solidarietà di diversi colleghi.

Anche un altro steward, Leandro Albertoni, da 28 anni in Alitalia, rientrato ieri col volo da New York, ha cominciato la stessa forma di protesta. «È un’azione pacifica la mia, sia per far pressione sul cda di Air France perchè prenda una decisione favorevole - ha detto Morale - sia per scardinare una situazione incancrenita. Non è contro i sindacati, ma di critica sì quando assumono una posizione troppo oltranzista e controproducente. E di stimolo ad una riflessione più profonda e a una reale apertura al negoziato: perchè sono andati agli incontri con Air France senza rendersi ben conto del momento dell’azienda, ponendo paletti troppo rigidi».

Duecento persone, tra dipendenti, ex dipendenti e familiari, in tutta Italia, ha confermato Morale, sosterranno solo per oggi l’iniziativa, evidenziata anche da un blog, www.welovealitalia.blogspt.it, unendosi allo sciopero della fame. Morale valuterà poi il risultato del cda di Air France-Klm così da decidere se continuare la forma di protesta («Oggi non mi sento benissimo»), auspicando che altre sigle sindacali, dopo quelle degli assistenti di volo Anpav e Avia, aprano le loro posizioni.