Stewart: «Nella F1 si spia da sempre La Fia è con le Rosse»

Nostro inviato a Parigi

Sir Jackie Stewart, con Fangio e Senna considerato il più grande pilota prima dell’avvento di Schumi, dai microfoni della Bbc ha parlato apertamente di «caccia alle streghe» da parte della Fia contro la McLaren. Aggiungendo: «La Fia è storicamente molto vicina alla Ferrari, più vicina di chiunque altro...». Ma, sabato scorso, a Monza, era andato oltre.
Sir Stewart, come fa a dire che la Ferrari non ha ragione?
«Quel che è successo con il passaggio di informazioni della cosiddetta spy story, altro non è che qualcosa che va avanti dal 1950, che da 57 anni fa parte della F1».
Però offrire ad altri un simile dossier...
«Ci sono sempre stati trasferimenti di informazioni da meccanici, da ingegneri, da aerodinamici che non erano più contenti o a proprio agio in una squadra e che si stavano spostando in un altro team...».
Ma questo è un po’ diverso...
«C’erano trasferimenti di notizie anche da parte di chi si stava preparando una possibile nuova posizione dentro una futura squadra».
Però settecentottanta pagine...
«Ok, sono tante, ma era successo anche qualche anno fa dalla Ferrari alla Toyota. Però non era venuto fuori uno scandalo così. Perché no? C’è una ragione: la Ferrari è importante e la McLaren è il suo rivale più grande».
Dunque, se lei si fosse trovato davanti a un tecnico che le portava dati...
«Le dirò di più: quando io assunsi gente per fondare la Stewart Grand Prix, presi tecnici che arrivavano dalla Ferrari, dalla Jordan, dalla Williams, anche dalla McLaren. E tutti questi portarono delle informazioni... Forse anche dei fogli. Ricordo che quando nel mio team arrivò un tecnico dalla McLaren non gli chiesi certo di darmi nuove informazioni sulla macchina di Dennis dell’anno dopo. Ma sapevo che ci aveva lavorato».