«Stiamo a sinistra, ma guardiamo al Pdl»

A volte ritornano. Sono i piccoli partiti che, nonostante la presunta rivoluzione avvenuta con il voto dell’aprile 2008, ci riprovano con le elezioni europee. Nonostante lo sbarramneto appaia elevato c’è chi ci prova, anche senza alleanze con altri gruppi. Leggi alla voce «Liberaldemocratici», movimento fondato da Lamberto Dini risucchiato anni fa dalla Margherita, tornato in auge con la caduta del governo Prodi per stessa volontà del suo fondatore, apparentemente fusosi nel Pdl ma poi riapparso dopo il «giochetto» di Daniela Melchiorre fattasi eleggere alle politiche nelle liste del Popolo della Libertà per poi passare subito al gruppo misto e quindi all’opposizione. Proprio da lei, dal suo fascinoso volto, provano a rinascere i «Liberaldemocratici» che alle europee si presentano con un simbolo rinnovato e candidano come capolista nel nord Ovest Emanuele Conti, spezzino, avvocato, ex segretario provinciale della Margherita pronto a rilanciare un’intesa con il Pd e la sinistra per il prossimo anno ma convinto dell’autonomia della sua lista e fortemente critico contro la classe dirigente dei possibili alleati.
Conti finito il balletto dei Liberaldemocratici ora siete tornati a sinistra?
«No, noi siamo sempre stati di centrosinistra. è la nostra collocazione naturale ma non crediamo del progetto del Pd, crediamo in quello di Ld, invece».
Auspicate un’alleanza con il Pd ma poi ne contestate pesantemente linea politica e candidati.
«Io penso che persone che ricoprono incarichi pubblici, nel momento della candidatura dovrebbero autosospendersi dall’incarico. Sia Bonanini che Balzani continuano ad esercitare incarichi amministrativi e politici che sono in conflitto di interessi»
E di come è amministrato lo spezzino cosa mi dice?
«Basta portare due esempi recenti: San Giorgio e Acam. Qui c’è una classe politica distante dalla gente. Ci sono persone che, per le loro competenze, se non avessero la poltrona non saprebbero come pagare il mutuo di casa, il partitismo dalle nostre parti è esasperato e ha uno stesso marchio. E poi quel modo di fare politica fumoso. Pensi a Berlusconi, è amato perché è un uomo del fare. A sinistra non c’è questa concezione».
Scusi, ma dopo un attacco del genere lei pensa che il Pd voglia allearsi con lei?
«Non lo se, lo vedano loro se allearsi con noi».
Pensate di essere così importanti, anche in chiave regionali 2010?
«Noi puntiamo ad arrivare al 4 per cento alle europee, a livello nazionale, ma anche in Liguria. È il nostro esordio vedremo se avremo riscontri. Per le regionali siamo con il centrosinistra».
Con Burlando ma in guerra con il suo partito.
«Sì, ma i principi della sinistra non sono quelli del Pd».
Ma se loro non vi volessero, siete pronti ad altre alleanze, magari con il Pdl?
«Sa cos’è? Che in politica mai dire mai».