«Stiamo studiando per diventare grandi Questo Toro lo è già»

Torino a quota 20, Verona 12: risultato già scritto?
Andrea Mandorlini, allenatore del Verona: «Ogni partita fa storia a sé e poi il valore del Torino è ben conosciuto a tutti».
Giampiero Ventura, allenatore del Torino: «In serie B non ci sono certezze, lo testimoniano i risultati dell’ultimo turno. Dunque non bisogna sottovalutare nessuna partita. I tifosi mercoledì hanno dato dimostrazione di grande attaccamento: hanno saputo attendere con noi e alla fine però hanno anche potuto gioire con noi. Quanto al Verona, ha messo in difficoltà la Samp, vuol dire che è una buona squadra».
Che partita prevede? E chi teme di più tra gli avversari?
M: «Sarà una gara difficile, i granata finora hanno sempre vinto in trasferta, hanno un grande allenatore e giocatori fuori dal comune per la nostra categoria».
V: «Sarà una partita diversa rispetto a quella col Grosseto e il Verona punterà a vincere. Dei loro giocatori mi ha colpito Halfredsson. Arrivano dalla serie C e hanno grande adrenalina in corpo, come la Nocerina. Probabilmente troveremo qualche spazio in più però dovremo anche soffrire di più perché creeranno più palle gol».
Mancherà un pezzo da novanta come Ogbonna…
M: «Il Toro ha tanti ricambi, una rosa doppia rispetto a quella del Verona e gli assenti saranno rimpiazzati con elementi di spessore. Anche qualche nostro giocatore si porta dietro degli acciacchi e contro la Sampdoria abbiamo speso molto».
V: «Avremmo preferito averlo, ma la nazionale è troppo importante. Comunque è pronto Pratali che ha tanta voglia di giocare. Perdiamo un giocatore importante, ma ne gioca uno altrettanto importante».
Toro ancora imbattuto, Verona con 2 sconfitte.
M: «Non bado ai numeri, vivo alla giornata, di sicuro ci siamo ben preparati e siamo pronti alla battaglia. La capolista sta rispettando le premesse, è una squadra forte in tutti i reparti, hanno sempre vinto in trasferta e quindi conosciamo le difficoltà. Come organico Samp, Padova e Toro sono nettamente superiori a tutte le altre».
V: «Se vogliamo diventare una squadra protagonista non possiamo essere legati al risultato o al voto della pagella, ma dobbiamo vedere cosa riusciamo a produrre e a fare durante la partita. Non bisogna essere solo figli dei risultati, se no si rischia di vivere alla giornata. E ricordiamoci che in serie B la sofferenza è nel dna del campionato».
Ventura ex allenatore del Verona nel 2006/07 subentrato a Ficcadenti, Mandolini ha esordito in A il 4 febbraio 1979 proprio nel Torino. Cosa vi è rimasto dentro?
M: «Ho fatto 4 anni nelle giovanili granata e poi la A: mi hanno dato sani principi e la giusta grinta, devo solo ringraziarli».
V: «Il ricordo della mia esperienza a Verona è positivo per quanto mi riguarda. Dispiace per la retrocessione di quell’anno, ma facemmo un mezzo miracolo e per poco non agguantammo la salvezza».
Cosa vi aspettate da questo campionato?
M: «Stiamo studiando per crescere e diventare grandi e contro la Samp, nonostante potenziali diversi, l’Hellas è stato superiore nella voglia di dimostrare qualità. Il problema è non aver vinto sfide come quella di mercoledì o quella col Padova, con pazienza speriamo di avvicinarci sempre più all’obiettivo».
V: «Sarebbe bello che alla fine dell’anno tutti insieme si fosse riusciti a cambiare il modo di vedere il calcio: ci possono essere belle prestazioni offuscate dal risultato o anche viceversa».