«Stiamo viaggiando sul +14,5% grazie a un’offerta di vero appeal»

Volvo sta per chiudere un anno storico, forse il più importante dopo il 1927, l’anno in cui Assar Gabrielsson e Gunnar Larsson diedero vita al marchio svedese. Infatti, dopo un decennio trascorso all’ombra, forse eccessiva, dell’ovale blu di Ford Group, le auto di Göteborg hanno adesso il passaporto cinese, quello della Geely del rampante tycoon Li Shufu che, a pochi mesi dal perfezionamento dell’acquisto, si ritrova subito a tenere a battesimo S60 e V60, la berlina e la sports wagon che insieme al crossover Xc60 vanno a comporre la più aggressiva famiglia di Volvo degli ultimi anni. A differenza di altri costruttori premium, che fanno quadrare i bilanci grazie ai risultati di vendita nei mercati emergenti come Russia e Cina (dove per Volvo si preannuncia un futuro di grande sviluppo), la casa svedese segna ottimi score anche sui mercati occidentali, come su quello italiano di cui ci parla in questa pagina Michele Crisci, amministratore delegato di Volvo Auto Italia.
Con S60 e V60, Volvo entra in maniera decisa nel segmento D al quale S40 e V50 si erano soltanto avvicinate, una crescita che indica la voglia di conquistare nuovi clienti utilizzando tutti i valori classici della marca, come la sicurezza e il rispetto dell’ambiente, ai quali si aggiunge il rivoluzionario design inaugurato con la Xc60, un linguaggio stilistico trasgressivo, quasi inatteso da Volvo, che ha dato vita alla prima sports wagon con la sacra diagonale sulla calandra. Funzionale e versatile all’interno, come si conviene a una familiare firmata da chi ha inventato questo tipo di vetture, la V60 (lunga 4,68 metri, larga 1,87 e alta 1,48) si presenta infatti con un corpo sportivo, atletico ma non troppo muscoloso, definito da linee tese che salgono decise verso la coda formando un cuneo perfetto, quasi da coupè. Lo stesso temperamento lo troviamo impresso anche nella berlina S60, una vettura che ha tutte le carte in regola per far avvicinare nuovi clienti a una tipologia di auto che in casa Volvo ha sempre sofferto del predominio delle sw. Comune alle due auto è, ovviamente, il telaio, sviluppato senza cedimenti al comfort eccessivo e curato sotto il profilo dinamico con l’adozione di sistemi elettronici come l'Advanced Stability Control che esalta l'efficienza dello chassis nella guida sportiva.
Al volante delle nuove Volvo, poi, le curve si percorrono in modo fluido grazie al Corner Traction Control, un ulteriore miglioramento del già efficace Dstc. I designer diretti da Peter Horbury hanno quindi adeguato gli interni al forte carattere delle due nuove Volvo, continuando a ispirarsi alla pulizia e alla semplicità dello stile scandinavo per creare un ambiente funzionale ma non minimalista e ricco di soluzioni hi-tech. Con il divano posteriore in posizione normale, la V60 ha una capacità di carico di 430 litri, corretti per ospitare i bagagli di cinque persone, e può essere aumentata facilmente abbattendo lo schienale suddiviso in tre sezioni (40/20/40). Storicamente depositaria di un inestimabile patrimonio di conoscenza della sicurezza in automobile, al punto da diventarne il simbolo, Volvo conferma la sua leadership nel settore dotando S e V60 di nuovi dispositivi che vanno ad aggiungersi ai tanti già installati sulla Xc60, un’impressionate foresta di preziose sigle alle quali è dedicato uno spazio più sotto nella pagina. I motori della V60, che in alcune versioni monta la trazione integrale All Wheel Drive di serie, sono gli stessi della S60: due a benzina, 4 e 6 cilindri, da 203 e 304 cv, e due cinque cilindri turbodiesel da 163 e 205 cv di potenza massima. Prezzi a partire da meno di 35mila euro per la S60 (già pronta nelle concessionarie), 1.200 euro in più per i corrispondenti modelli della V60 in arrivo entro la fine dell’anno.