Lo stile in cucina di Lella Curiel

Esce <em>Lo stile in cucina </em>di Lella Curiel, un vero e proprio ricettario sentimentale, il ritratto di un'Italia scomparsa eppure sempre presente nella memoria

Da ragazzina la chiamavano “la pecora”: era riccia, un fisico rotondetto su delle gambe lunghe che non sapeva mai come sistemare… Poi da adolescente quelle gambe andarono a unirsi a un corpo slanciato che un paio d’occhi verdi illuminavano di vivacità, il tutto sormontato da una fulva criniera di leonessa: era nata “la Lella”, ovvero Raffaella Curiel, la figlia di Gigliola, ovvero della grande stilista itlaina degli anni Cinquanta e Sessanta, la nipote di Eugenio Curiel, intellettuale antifascista e fondatore del Fronte della gioventù per l’indipendenza e la libertà, morto giovane per tener fede ai suoi ideali. Nel tempo, “la Lella” ha preso il posto di sua madre, è divenuta una stilista di fama internazionale e ora si presenta al pubblico con questo libro riccamente illustrato, Lo stile in cucina (Codice Atlantico, 193 pagine, 35 euro) che è non solo una festa per gi occhi e per il palato, ma un vero e proprio ricettario sentimentale che sa di saga familiare,il ritratto di un’Italia scomparsa eppure nel ricordo sempre presente, fatta di grandi artisti e di veri intellettuali, di un bel mondo composto di gente semplice… Sfilano infatti nel volume Indro Montanelli e Gaetano Afeltra, il pittore Novello e il pianista Arthur Rubinstein, il grande Toscanini, Wanda Osiris e la figlia Cici Locatelli, la regina dei salotti romani Maria Angiolillo e lo scrittore Dino Buzzati… E poi c’è spazio per la campagna lombarda, il mare della Liguria, gli esotismi dell’oriente mediterraneo, i sapori della Spagna e della “grande mela” americana.

Con sapienza e ironia, mischiando ricordi d’infanzia, viaggi di ragazza e conoscenze dell’età matura, Lella Curiel costruisce insomma un libro assolutamente particolare dove le ricette si alterano ai personaggi e fungono da raccordo al percorso di una esistenza mai doma, sempre curiosa, eternamente in cerca del meglio e del piacere di vivere. E’ raro trovare in una regina dell’Alta moda quale la Curiel è ormai da mezzo secolo, anche una gourmet appassionata, capace di passare senza colpo ferire dalle ricette più semplici a quelle più complesse e internazionali. In totale sono circa un centinaio quelle che il volume presenta, e tutte sono accompagnate da schizzi, disegni originali, appunti e fotografie provenienti dall’archivio privato dell’autrice. Così, “la Lella” si rivela una formidabile macchina di ricordi, spaziando dai pranzi al Quirinale con Franca Ciampi alle tagliatelle alla Wally della Toscanini in un’epoca in cui tutti i “grandi” si chiamavano per nome: “la Maria” era la Callas, “la Renata” era la Tebaldi, “il Ciro”, era Arturo Benedetti Michelangeli. E fra di loro, curiosa, allegra e indipendente, allora come ora, “la Lella”, ovvero la Curiel…