Stile e cultura, ecco la ricetta per Milano

Milano, città in movimento. Questa l’impressione e l’ottica con cui stilisti, intellettuali, registi, assessori guardano Milano. La strada imboccata è quella giusta. Certo rimane la consapevolezza che si può sempre migliorare, grazie anche, e soprattutto, alla fiducia e alla collaborazione dei cittadini.
«Milano è sporca» è una delle lamentele più diffuse. La colpa? «i milanesi non amano la loro città» è la risposta all’unisono. Da un lato dunque la consapevolezza che siano molte le eccellenze all’ombra della Madonnina, dall’altra la paura meneghina dei cambiamenti, «fobia» che ha portato gli stessi cittadini in piazza per protestare contro gli avveniristici progetti urbanistici destinati a cambiare e rivoluzionare il volto della città. Cambiamenti necessari se l’obiettivo della Milano targata 2007 è quello dell’internazionalità, dell’apertura ai giovani e alle nuove tendenze e soprattutto al contemporaneo, attenzione che dovrebbe essere coronata, secondo gli auspici di Fuksas, da un museo del Contemporaneo, mentre l’assessore alla Cultura Sgarbi annuncia il via alla Biennale dei linguaggi contemporanei.