Stili e personaggi, raccontare il mondo attraverso l’arte

Uno storico dell’arte e un analista politico si mettono insieme per scrivere a quattro mani. Cosa viene fuori? Un libro originale, senza troppe pretese interpretative o teoriche, di semplice e piacevole lettura. I due autori, che sarebbe più facile immaginare insieme e seduti al bar a bere il caffè, hanno invece il loro nome sulla copertina del volume. Tuttavia c’è soltanto la fotografia di uno dei due, quella dello storico Flavio Caroli, mentre la faccia di Lodovico Festa, il politologo, se la deve immaginare chi non lo conosce. Chissà perché è andata così: forse stanno preparando ancora insieme un nuovo libro sull’onda del successo di questo e allora sarà la volta che si scambieranno le fotografie.
Il volume parla di arte; il titolo la dice lunga sulle pretese: Tutti i volti dell’arte (Mondadori, pp. 153, euro 17). Naturalmente sono tradite le pretese di totalità, ma non il piacere di raccontare, come subito ci viene detto nell’introduzione, e neppure l’originalità promessa dalle differenze di interesse dei due autori. Lodovico Festa offre ottimi assist a Flavio Caroli, che quasi sempre spedisce la palla in rete. Quasi sempre, perché Festa non è tenero nelle domande che pone a Caroli, il quale si trova ad affrontare questioni fondamentali della nostra cultura attraverso le risposte che si possono desumere dall’arte visiva. Festa, per esempio, domanda quale sia «il rapporto tra l’iconoclastia e l’occidente, partendo dall’influenza fondamentale di Bisanzio, ed esaminando poi, con particolare cura, l’evoluzione, con esiti figurativi clamorosi, di una cultura iconoclastica, come quella ebraica».
Oppure, toccando temi di tutt’altra natura: «Qual è il ruolo dei grandi mercanti, innanzitutto del grande mercante per eccellenza, Leo Castelli, che ha costruito un sistema planetario per la diffusione di opere d’arte contemporanee. Una sorta di dittatura, ma retta dalla competenza e dall’intelligenza».
Flavio Caroli risponde a tono, sempre con molta finezza e competenza, consapevole che a tutto c’è un limite e che anche l’arte non possiede la bacchetta magica per interpretare la complessità della conoscenza del mondo.
Ma la gradevolezza del libro è anche nella capacità di alternare temi impegnativi e fondamentali ad altri dominati dalla cronaca più attuale. Per esempio così domanda Festa: «Oggi, con l’attenzione alla condizione femminile, con un’arte addirittura di lotta sui temi della donna, con una Biennale di Venezia del 2005 che, curata da due donne spagnole, per ricordare lo specifico femminile ha proposto perfino un enorme lampadario composto di tampax, si può parlare di un ritorno alla sensibilità delle sofonisbe?».
E Caroli non si tira indietro, anzi è pane per i suoi denti che, come sa chi lo conosce, azzannano volentieri l’aneddoto: «Ci sono artiste di assoluto valore», egli dice, «per esempio la bravissima Marina Abramovic artista di origine serba, è famosa per le sue performance, che esegue spesso completamente nuda. La ricordo a Kassel, nel 1976, che dava certi colpi, delle vere e proprie panciate, ad alcune strutture che le scorrevano di fronte. Colpi così violenti che presto il suo corpo fu pieno di lividi, anzi sanguinante. La invitammo a sospendere per qualche tempo, ma lei volle chiudere drammaticamente la sua performance».
Il libro ci spiega con molta chiarezza come il mondo dell’arte, anche se non può dare risposte complessive ed esaustive sul significato delle nostre origini e sull’interpretazione del presente, è un osservatorio sulla realtà di straordinaria efficacia. È necessario, però, rinunciare a una sistemazione dottrinaria delle interpretazioni e non inoltrarsi in teorizzazioni dell’esistente in nome di questa o quella tendenza artistica, di questo o di quello stile estetico. E questo libro non viola mai tali necessarie cautele, pur non rinunciando a parlare del mondo attraverso l’arte.

Flavio Caroli e Lodovico Festa, Tutti i volti dell’arte. Da Leonardo a Basquiat, Mondadori (pagg. 153, euro 17).