Gli stilisti del diritto

Attaccato da l’Unità, Vittorio Sgarbi ha ricordato la sua difesa di personaggi come Strehler, Tabacci, Versace, Krizia, Armani, Lombardini, Musotto, Mancini, Carnevale: «Non mi pare ­ ha scritto - che quelli che ho difeso possano essere giudicati corrotti e mafiosi». Gli ha replicato a sua volta, barando come al solito, Marco Travaglio: «Ricordo soltanto, a titolo di esempio, che Armani ha patteggiato 9 mesi e 20 giorni per corruzione». Travaglio non poteva fare altri esempi, in primo luogo, perché gli altri sono stati tutti assolti. Gli stilisti Krizia e Versace e Ferrè, in secondo luogo, furono dapprima condannati dal Pool di Milano ma successivamente assolti a Brescia: questo mentre altri stilisti inquisiti nella stessa indagine, come appunto Giorgio Armani, viceversa avevano scelto di optare per la legge del Pool e scelto il patteggiamento a Milano. Se avesse tenuto duro come gli altri, anche Armani sarebbe stato assolto a Brescia. Ma erano anni in cui la carcerazione preventiva era la regola e spesso si patteggiava anche solo per uscire dall’inferno giudiziario. Di circa 1200 condanne milanesi, ben 800 sono state ottenute in questo modo: con patteggiamenti. Anche questa fu Mani pulite. E anche questo è Travaglio.