Stills, la chitarra che influenzò anche Hendrix

Parte stasera dall’Auditorium il tour europeo di Stephen Stills. Il leggendario musicista americano, pietra miliare della storia del rock insieme a David Crosby, Graham Nash e Neil Young, sbarca in Italia per una manciata di date in cui presenterà le grandi canzoni del suo repertorio e qualche novità d’annata. Stills, infatti, ha da poco pubblicato un album di registrazioni risalenti al 1968, intitolato Just roll tape. Il titolo si può tradurre con «fai partire il nastro», a testimoniare il fatto che sono vere e proprie improvvisazioni registrate in studio. «Era una sessione di registrazione a New York - racconta Stills nel suo sito -. Alla fine, chiesi all’ingegnere di studio di darmi un nastro con le mie nuove canzoni. Poco tempo dopo incidemmo il primo album a nome Crosby, Stills & Nash, e quella cassetta andò smarrita. Quarant’anni dopo qualcuno l’ha ritrovata e ora posso finalmente farvi ascoltare quelle canzoni».
E a proposito di inediti preziosi, Stills in una recente intervista ha annunciato di avere nel cassetto altre rare registrazioni del 1969, in cui si accomoda al basso per lasciare la chitarra ai due maestri Johnny Winter e Jimi Hendrix. I fan saranno certamente in trepida attesa ma nel frattempo possono accontentarsi del nuovo tour e dell’intensa attività con gli amici CN&Y. A giorni uscirà nelle sale cinematografiche Déja vu, documentario realizzato da Neil Young (con lo pseudonimo Bernard Shaker) durante il Freedom of speech tour, che nel 2006 ha visto la band riunita dopo anni per protestare contro la guerra in Iraq e la politica di George Bush.
Tornando al concerto romano, Stills ha annunciato che suonerà classici dei Buffalo Springfield, di CSNY e della sua carriera solista. Tra i grandi riconoscimenti artistici, va detto che Stills è stato il primo artista a essere menzionato due volte nella «Rock and Roll Hall of Fame», nel 1997, proprio per il suo lavoro con Crosby e Nash e con i Buffalo Springfield. Ha intrapreso la carriera musicale nei primi anni Sessanta, militando in varie band tra cui i Continentals, in cui suonava anche il futuro chitarrista degli Eagles, Don Felder. Collaborando con gli Au Go Go Singers ha incontrato Richie Furay, con cui ha poi inciso un album, conoscendo successivamente Neil Young. Anni dopo, Stills, Furay e Young hanno formato i Buffalo Springfield e inciso tre album (il primo, omonimo, poi Buffalo Springfield again e Last time around) e il singolo di successo, scritto da Stills, For what it’s worth. In quel periodo Stills ha arricchito notevolmente la sua tecnica chitarristica, in cui coesistono elementi rock, blues, country e folk, e il suo stile ha influenzato anche quello dell’amico Jimi Hendrix. Dopo lo scioglimento dei Buffalo Springfield, Stills ha formato i Crosby, Stills&Nash, cui poi si è aggiunto Young. Da allora, Stills ha sempre portato avanti la sua brillante carriera solistica.