Le stime su Eni: dimezzato a 5 miliardi l’utile del 2009

I bassi prezzi del gas, insieme ai deboli margini di raffinazione e a un tax rate più pesante, sono destinati a penalizzare i profitti del quarto trimestre di Eni, nonostante la crescita del prezzo del petrolio rispetto allo stesso periodo del 2008 e il recupero della produzione. Gli analisti interpellati da Radiocor guardano ai conti che il gruppo italiano diffonderà il prossimo 12 febbraio e si aspettano una flessione dell’utile netto adjusted per il quarto trimestre del 39-40% a 1,13-1,2 miliardi (da 1,94 del quarto trimestre 2008) mentre sull’intero anno il netto dovrebbe attestarsi attorno ai 5 miliardi, dimezzato rispetto ai 10,2 del 2008. In recupero la produzione di idrocarburi che, secondo il consensus, è attesa a 1,80-1,88 milioni di barili di olio equivalente al giorno (poco mossa su anno ma in crescita del 9-12% trimestre su trimestre). Sulla base di questi risultati gli analisti, per lo più, si attendono un dividendo a saldo di 50 centesimi che con i 50 centesimi dell’acconto portano la cedola complessiva a un euro (da 1,30 del 2008) anche se c’è chi si sbilancia un po’ di più e non esclude qualche sorpresa e un saldo di 0,60 o 0,65 euro per azione.
Un analista di una Sim estera osserva poi che c’è attenzione per i futuri piani di Eni su Snam e per i colloqui con l’Ue, e che si guarda con attenzione a qualche indicazione che potrebbe venire dal management durante la presentazione dei risultati.