Sting, agricoltore "diplomato", passa dal rock a olio e vino

A settembre lancerà le prime 30mila bottiglie della sua vigna di Figline Valdarno, dove produce anche frutta e miele. Il sindaco lancerà le prime 30mila bottiglie della sua vigna di Figline Valdarno, dove produce anche frutta e miele

La rockstar diventa ufficialmente agricoltore. La love story di Sting con la natura toscana non è una semplice infatuazione, né un intelligente investimento per mettere i soldini al riparo dalla crisi. L’ex Police è arrivato a Ponte degli Stolli - a due passi da Figline Valdarno, 30 chilometri a sud di Firenze - sul finire degli anni Novanta e in pochi anni ha acquistato un’intera collina di oltre 300 ettari tra il Chianti e il Valdarno.

Non molla la musica, e dal vivo dispensa rock ed energia a piene mani, ma lui è un tipo speciale, che non si adegua e non si è mai adeguato ai riti obbligati della «Rock and Roll Babylon». Olio extravergine di oliva, marmellate, frutta, verdura, salumi di cinta senese, miele, vino rosso of course, tutto rigorosamente biologico e «made in Tuscany», sono la vera scommessa di Sting. Ormai è in ballo e vuol ballare, tanto che ieri sera ha incontrato il sindaco di Figline, i presidenti della Regione e della Provincia e la gente del posto per raccontare la sua esperienza di agricoltore. Una specie di investitura ufficiale insomma, specie quando il sindaco Riccardo Nocentini ha detto: «Sting abita qui da diversi anni, ma solo adesso è evidente che non è solo un ospite gradito, ma anche e soprattutto un fattore che produce e che, nell’immediato futuro, sarà ancora più attivo». Messo da parte provvisoriamente il basso (e anche il liuto, visto che il suo ultimo album, Songs from the Labyrinth, rilegge le composizioni secentesche di John Dowland) si dedica alle vigne, ai pascoli e ai prodotti naturali nell’azienda agricola Il Palagio.

L’artista punta soprattutto sul vino, che non ha ancora un nome e riposa da due anni in barrique. A settembre saranno messe sul mercato 30mila bottiglie, in parte Chianti e in parte Igt Toscana con base Sangiovese e percentuali diverse di Cabernet, Merlot, Canaiolo, Colorino. Vedremo se il profumo e il sapore delle sue uve faranno centro nel cuore degli amanti del buon bere come i suoi dischi affascinano da tre decenni gli appassionati di rock. Conterà il suo nome o sarà un’arma a doppio taglio? Per ora Sting non ci pensa, con la moglie Trudie Styler (con cui stupì il mondo raccontando le sue sei-sette ore giornaliere di sesso tantrico), i sei figli, i suoi 15 aiutanti si butta sul frantoio e produce olio, cura il suo miele di acacia e castagno che poi commercializza direttamente in Inghilterra, anche se tra pochi mesi aprirà un punto vendita interno (che potrebbe attirare legioni di fan e curiosi). nella villa e nei casolari - ristrutturati dall’architetto Alan Mertens - Sting trascorre ormai la maggior parte del suo tempo. Qui ha tutto ciò che vuole: dalla mountain bike all’aereo personale, dalla piscina circondata di piante e fiori alla sala d’incisione dove, la terribile sera dell’11 settembre 2001, registrò il dvd All This Time. Speriamo che l’agricoltura sia uno stimolo alla sua musica e viceversa.