Sting e Bono all’arrembaggio Il rock canta il «punk» dei pirati

Antonio Lodetti

da Milano

Il rock incontra i pirati e viceversa. Un matrimonio quasi scontato: ribelli gli uni e gli altri, fuori dalle convenzioni e spesso anche dalle leggi, amanti delle orge e dell’alcool. Dal cantautore di culto John Stewart che li celebra in brani come The Pirates of Stone County Road ai Sex Pistols che nel film La grande truffa del r’n’r veleggiano su un brigantino punk sgolandosi in Friggin’ In the Riggin’, il rocker ha sempre avuto uno strano feeling con bucanieri, filibustieri, tagliagole con il teschio tatuato un po’ ovunque e sempre pronti all’arrembaggio. Oggi finalmente i rocker celebrano i loro «fratelli» scomparsi, immaginosamente definiti «i primi punk». Lo fanno con il doppio album Rogue’s gallery. Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys, dove star come Sting, Bono, Nick Cave, Lou Reed, Bryan Ferry, Richard Thompson, Bill Frisell fanno rivivere gli antichi inni della pirateria.
«Il lurido pirata, simile a uno spaventapasseri, sedeva con i gomiti sulla tavola già in stato di avanzata ubriachezza. A un tratto intonò la sua solita canzone: “15 uomini sulla cassa del morto” (e la ciurma in coro “yo ho ho e una bottiglia di rum”); “il bere e il diavolo avevano spacciato gli altri” (e il coro “yo ho ho e una bottiglia di rum”). Pensando a questi canti la mente vola automaticamente al celebre passo de L’isola del tesoro di Stevenson, a Long John Silver. Ma le canzoni dei pirati - i cosiddetti «sea chanteys» dal francese «chanter» - hanno un’antica tradizione che attraversa l’intera musica popolare. Le hanno riscoperte Johnny Depp e il regista Gore Verbinski (insieme al geniale produttore Hal Willner) che grazie al film sbanca-botteghini Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma hanno lanciato la corsaromania (l’immagine di Depp e i gadget pirateschi sono pubblicizzati in tv persino nelle confezioni di cereali).
Un’abile operazione commerciale per spingere il film? Assolutamente no, anche perché la pellicola è la più gettonata in tutto il mondo. Il cd è semplicemente frutto della passione di Depp, Verbinski e Willner. Depp si definisce più rocker che attore. «Non volevo recitare. Volevo solo suonare rock and roll. Era la mia vera passione, vedevo la salvezza nella musica, non nella scuola», ha confessato a Rolling Stone. Ha imparato a suonare il blues dallo zio-predicatore con la chitarra, poi con la sua band ha suonato al fianco di Chuck Berry e dei Rem. Naturalmente un suono ruvido con tendenze punk. E nel prossimo episodio della saga dei pirati ha già coinvolto il chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards. Verbinski è un rock fan: «Come le rockstar i marinai giocavano ogni giorno con la morte, qui abbiamo raccolto le loro canzoni». Willner ha imparato ad amarle ascoltando una trasmissione folk alla radio nei primi anni Settanta. Il suo brano preferito è Blood Red Roses, un classico di origine angloirlandese qui splendidamente interpretato da Sting con il supporto del violino di Richard Greene e della fisarmonica di Michael Thompson. Gli chanteys sono canti di lavoro, spesso con un solista e il coro che sincronizza lo sforzo (per esempio nell’issare le vele o nel tirare le funi), canti cerimoniali o canzoni sconce e scurrili, gli stessi temi che nell’Ottocento dominavano i canti dei barcaioli neri in America, quando il commercio diede ampio impulso all’esportazione di cotone. Il disco è prezioso sia per la bellezza intrinseca dei brani sia per i sussulti con cui, nelle varie rivisitazioni, cambiano clima e atmosfera. Suoni e colori che raccontano, al di là dell’iconografia, un mondo da fiaba dark nella chiave più rispettosa e popolare possibile. Se Bono nella dolente ballata dei balenieri A Dying Sailor the His Shipmates è accompagnato con robusta grazia dalla fisarmonica e dall’orchestra d’archi, il maledetto Nick Cave incornicia Fire Down Below (uno dei canti popolari più longevi, ancora interpretato sulle navi inglesi alla fine degli anni Venti) con suoni elettrici e dark. Se Lou Reed ricrea tensioni senza tempo in Leave Her Johnny (di cui si conoscono numerose versioni sconce) Bryan Ferry si abbandona a sapori celtici nel singolare impatto ritmico di Lowlands Low, canto popolare delle West Indies, mentre David Thomas improvvisa sul tema del 1830 What Do We Do With a Drunken Sailor, storia della punizione di un marinaio portata al successo da Pete Seeger. È nata una nuova «santa alleanza» tra rocker e pirati. Del resto le affinità elettive ci sono sempre state. Non a caso una banda di marinai indisciplinati ed anarchici veniva chiamata Motley Crew, come la blasonata metal band di Vince Neil.