«Stipendi d’oro ai dirigenti solo se centrano gli obiettivi»

Il vicesidaco replica alle accuse di sprechi in Comune: «Troppi manager? È una leggenda, basta guardare le altre metropoli». Sui Consigli di zona: «La riduzione dopo la riforma Colli e dando loro più poteri reali»

Stipendi «d’oro» ai manager del Comune? Forse, ma solo se saranno in grado di raggiungere certi obiettivi. Che saranno fissati dalla giunta, anticipa il vicesindaco Riccardo De Corato, con una delibera che sarà votata domani. Quando il sindaco Letizia Moratti - una volta esaminate le proposte che entro oggi le consegneranno i quattro capigruppo della Cdl - presenterà un piano dettagliato per contenere i costi della politica comunale. Meno auto blu, un taglio a consulenze inutili, il sindaco rinuncia anche al 35% del proprio stipendio. L’obiettivo è risparmiare circa 30 milioni di euro.
Vicesindaco, i capigruppo consigliano di dare un taglio agli stipendi dei dirigenti...
«Intanto, smontiamo la leggenda che Milano abbia più dirigenti delle altre città metropolitane. Basta fare il confronto tra il nostro rapporto dirigenti-dipendenti (che è dello 0,95%, ndr) e quello del Comune di Roma (1,20%), Napoli (1,62%) o Torino (1,65%), governate dal centrosinistra. Ben vengano le indagini della Guardia di Finanza, non abbiamo nessun problema, ma al capogruppo della Lista Fo, Basilio Rizzo, che ha denunciato alla Corte dei conti le assunzioni dei dirigenti comunali a Milano domando perché non chiede di indagare anche sui “compagni“ amministratori Veltroni, Jervolino e Chiamparino».
Però anche la Cdl dice che vengono pagati troppo.
«Sicuramente bisogna collegare meglio gli stipendi dei dirigenti al raggiungimento di obiettivi specifici. Venerdì voteremo in giunta una delibera che mette nero su bianco i traguardi che i manager devono raggiungere per aver diritto a un determinato guadagno. Il Comune è come una grande azienda, l’assemblea dei soci a cui deve rispondere sono i cittadini. Dobbiamo dare anche un altro segnale ai cittadini: devono sapere che chi si candida alle elezioni e perde non avrà “contentini”, non sarà “riciclato” nelle società comunali».
Si darà un taglio anche ai cda delle società controllate dal Comune?
«La Finanziaria 2007 prevede già la riduzione del numero di amministratori, ma il Consiglio dei ministri deve ancora emanare il decreto. Il sindaco ha proposto di anticipare i tempi, in attesa del regolamento, ma è difficile. Esiste il problema reale delle nomine che sono appena state ufficializzate, sarebbe difficile un atto retroattivo. Piuttosto, proprio da parte delle società ci sono notevoli possibilità di ridurre gli sprechi».
Quanto notevoli?
«Oltre 18 milioni di euro. La Moratti ci ha presentato un quadro di ottimizzazione dei costi ben chiaro, che varia da società a società e consente di recuperare nell’insieme risorse considerevoli».
Meno consiglieri anche nelle zone?
«Un’eventuale riduzione dei consiglieri di zona sarebbe prevista solo dopo l’approvazione della Riforma sul decentramento a cui sta lavorando l’assessore Colli, e sarebbe contestuale a un aumento delle funzioni ai consigli stessi: o hanno poteri reali o così come sono rimane il dubbio sulla loro effettiva utilità».
Il sindaco rinuncerà al 35% dello stipendio. Serviva?
«La Moratti ha lanciato un segnale positivo: chiedendo di risparmiare su più fronti ha voluto mettere in discussione prima di tutto se stessa. Anche se tra Palazzo Marino e società controllate è come se dirigesse una grande azienda di 140mila dipendenti, e con le responsabilità che assume è persino ridicolo che guadagni meno del presidente di una società che ha come socio di maggioranza lo stesso sindaco di Milano».
Ma non si diceva che Milano era già la più «risparmiosa»?
«Ed è così, nel bilancio 2007 avevamo già inserito tagli intorno ai 13 milioni di euro, tagliando auto blu, spese postali, rivedendo il sistema degli appalti ecc. Ora dimostreremo che possiamo fare ancora meglio per offrire più servizi ai cittadini».