Stipendi dei manager pubblici in rete: da A2A a Hera Holding

Resi disponibili in rete le retribuzioni di chi
ricopre incarichi ai vertici delle società partecipate da Stato o enti locali. Ai vertici il management delle utility come A2A,
Hera Holding e Acea

di Giannino della Frattina e Felice Manti

Milano - Oltre 6.752 aziende sotto esame e i compensi di oltre 23mila manager disponibili a tutti con un semplice clic su Internet. Dopo la guerra ai fannulloni e la battaglia per stanare i furbetti del certificato medico, l'operazione trasparenza del ministro Renato Brunetta continua. In testa ci sono i manager delle più grandi municipalizzate (Acea, Hera Holding e A2A - anche se la fusione tra Aem e la bresciana Asm è del 22 novembre 2007), gli amministratori dei Casinò di Campione e Saint Vincent e quelli degli aeroporti di Firenze e Bologna.

E, questa volta, ficca il naso nei super stipendi di chi occupa una posizione di vertice nelle società pubbliche o partecipate. Il che significa che i bilanci e le buste paga (piuttosto «pesanti») attingono senza troppi riguardi nelle solite tasche, quelle già abbastanza saccheggiate dei contribuenti. Gente che fatica ad arrivare a fine mese e scoprirà che c'è chi guadagna tranquillamente centinaia di volte lo stipendio di un impiegato. Tranquillamente anche mille volte di più. Ecco perché il ministro della Funzione pubblica ha deciso di rendere il tutto almeno un po' meno misterioso. E ha deciso di pubblicare on line l'elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle amministrazioni pubbliche. Un arbitrio? Una caccia alle streghe fuori luogo in tempi di operai esasperati e manager rapiti in tanti Paesi di un'Europa sempre più in ginocchio per questa crisi che arriva dagli Stati Uniti? Nemmeno per sogno. Brunetta non fa nulla di più che mettere in pratica quanto previsto dall'articolo 1, commi dal 587 al 591 della legge Finanziaria 2007. Un atto per nulla arbitrario. Anche perché non compaiono i nomi, ma solamente cariche, impegno e stipendi.

I dati, dunque. Complessivamente si tratta di 2.291 consorzi e 4.461 società partecipati dalle pubbliche amministrazioni con 23.410 rappresentanti negli organi di governo. Cifre che lievitano come il panettone infornato. Aumentando i costi e, molto probabilmente, anche gli sprechi. Nel 2007, infatti, i consorzi erano 2.064, le società partecipate 3.960 e i rappresentanti negli organi di governo 19.569. Ma forse non tutti lo sapevano. E, soprattutto, chi lo sapeva aveva tutto l'interesse a star zitto. Ora, invece, grazie a Brunetta la banca dati è facilmente consultabile tramite il sito innovazionepa.it, oppure direttamente sul sito consoc.it. Appena digitato l'indirizzo, compaiono i tre colori della bandiera italiana, il logo della presidenza del Consiglio dei ministri e l'accesso alla documentazione. Con tanto di «guida alla lettura dei dati». Nessun intoppo, navigazione veloce e un lungo elenco di 714 pagine con gli stipendi di oltre 23mila manager e amministratori. Tutto l'occorrente, dunque, per farsi un'idea chiara di un universo sconosciuto ai più. Con tanto di «numero dei rappresentanti, suddivisi per ruolo, nell'organo di governo dei consorzi o società e il loro compenso annuo lordo in euro». Un altro elenco «suddiviso per Regioni comprende la denominazione dell’amministrazione che partecipa al consorzio o società, i relativi oneri finanziari, in euro, gravanti sull'anno 2008 e la percentuale di partecipazione». I dati riassumono le dichiarazioni delle pubbliche amministrazioni raccolte dalla banca dati «Consoc» (come previsto dalla legge Finanziaria per il 2007) fino allo scorso 12 marzo: riguardano per l’anno 2008 «6.101 amministrazioni di cui 5.589 Comuni, 94 Province, 11 Regioni e il resto altre amministrazioni.