Stipendi più ricchi, via al supersconto dal prossimo luglio

da Roma

Una sperimentazione lunga sei mesi, al fine di monitorare il reale impatto in termini di effettiva crescita dei salari, di maggiore produttività, di saldi di finanza pubblica. Se questi indicatori saranno positivi, il governo confermerà anche per il 2009 la detassazione degli straordinari e dei premi contenuti in busta paga.
Lo ha detto Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, alle parti sociali durante l’incontro di ieri a Palazzo Chigi. Ed ha confermato che oggi il Consiglio dei ministri varerà il decreto che riduce al 10% la tassazione sulla parte “mobile” del salario.
Il ministro ha confermato in larga parte le indiscrezioni della vigilia.
Vale a dire che il beneficio sarà limitato ai lavoratori del settore privato. «Il Consiglio dei ministri - ha aggiunto - deciderà se estenderlo a settori del pubblico impiego». Sul ministero dell’Economia stanno facendo pressioni la Difesa e l’Interno per detassare al 10% gli straordinari delle Forze dell’ordine. Ma ci sarebbero problemi di copertura finanziaria. Al momento, infatti, il decreto legge ha costi per un miliardo di euro: ha annunciato il ministro. Che il governo conta di recuperare attraverso riduzioni della spesa.
Potranno accedere al taglio fiscale sugli straordinari e premi quei lavoratori dipendenti che dichiarano un reddito inferiore a 35mila euro. Sempre Sacconi ha ricordato che nella formazione del reddito preso in considerazione non figurerà quello da immobile, se riferito alla prima casa.
Il governo, poi, ha deciso di introdurre anche un altro “paletto”. Vale a dire, possono accedere alla detassazione quei lavoratori che, pur avendo redditi sotto i 35mila euro, accumulano straordinari e premi fino a 3mila euro. Vale a dire che lo sconto fiscale si applica sui “primi” 3mila euro di straordinari. Se il lavoratore in questione, per esempio, ne fa per 5mila euro, i primi 3mila godono della detassazione, la parte restante continua ad essere tassata regolarmente senza sconto.
Al momento, però, questo secondo “paletto” non è stato definito nel dettaglio. Ci sono ipotesi di lavoro che prevedono un suo aumento fino a 5mila euro.
Alla base della scelta del governo, oltre a permettere un recupero del potere d’acquisto dei salari, c’è anche l’auspicio che simili interventi possano garantire - ha rilevato il ministro del Welfare - «l’evoluzione delle relazioni industriali verso un modello cooperativo partecipativo capace di garantire migliori salari e competitività».
«Il Governo - ha sottolineato - vuole accompagnare il negoziato tra le parti con una nuova fiscalità dei redditi da lavoro dipendente, tale da premiare la crescita delle componenti meritocratiche del salario che si collegano alla flessibilità organizzativa delle imprese o alla maggiore produttività».
In aggiunta, sempre Sacconi, ha svelato che il governo «intende inoltre stimolare la maggiore partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, incluso l’azionariato dei dipendenti, anche attraverso una regolazione idonea a garantire forme di controllo della trasparenza dei bilanci».
In questa prima fase è «giusto» escludere gli statali dal provvedimento sulla detassazione degli straordinari, ha commentato Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica. «La misura è sperimentale - ha spiegato -. Ma una volta che la misura sarà entrata a regime, è logico che pubblico e privato dovranno avere gli stessi vantaggi fiscali».