Stipendio dei manager, la Camera fa dietrofront: sparisce il tetto massimo

Dietrofront sul tetto allo stipendio dei
manager di spa e banche: passa in commissione
Finanze l'emendamento al ddl che poneva un tetto agli stipendi  e vietava di includere le <em>stock option</em> tra le indennità

Roma - Dietrofront sul tetto allo stipendio dei manager delle società quotate e delle banche. La commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento al ddl Comunitaria cancellando dal testo i due commi che prevedevano che il "trattamento economico onnicomprensivo" dei manager degli istituti di credito e delle società quotate non potesse superare il trattamento annuo lordo spettante ai parlamentari e che vietavano di includere tra gli emolumenti e le indennità le stock option.

Niente tetto agli maxi-stipendi La commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento al ddl comunitaria del relatore Gerardo Soglia (Pdl) che elimina il tetto agli stipendi dei manager delle società quotate e che vieta l’assegnazione delle stock option ai vertici del settore bancario. Il parlamentare ha fatto sapere che resta intatta invece la previsione secondo cui i sistemi retributivi devono essere "in linea con le politiche di prudente gestione del rischio della banca e con le sue strategie di lungo periodo". Ora la Commissione Finanze trasmetterà alle Politiche europee sia la sua relazione al disegno di legge comunitaria, sia gli emendamenti approvati. Emendamenti che, come spiegano i funzionari di Montecitorio, dovranno essere recepiti dalla commissione Politiche europee.