"A stipendio dimezzato" La Samp spinge Cassano tra le braccia del Milan

La sentenza: Antonio fuori rosa blucerchiata fino al 1° febbraio. L’Inter non lo vuole, il Milan ci pensa sul serio. Oltre all'accordo con Garrone ci sono 5,5 milioni da dare al Real Madrid

Partita chiusa, tra Cassano e la Samp, alle 19 di ieri sera: il collegio arbitrale lo ha sospeso fino al 31 gennaio, disponendo il suo reintegro nei quadri della Samp dal 1° febbraio (dopo 3 mesi senza retribuzione) e la decurtazione del 50% del suo stipendio sino alla scadenza del 2013. Da oggi dunque comincia il futuro di FantAntonio che deve passare attraverso due sbocchi scontati: l’attività della Samp per metterlo sul mercato e cederlo in occasione della riapertura delle trattative, a gennaio; e l’attività del procuratore Bozzo nel trovare l’acquirente giusto per il Pibe di Bari che possa accoglierlo dai primi giorni del 2011. Il manager, ieri, a caldo, ha commentato: «Non ci sono vincitori né vinti... Resta un'amarezza di fondo e non può esserci soddisfazione. Comunque continueremo a collaborare con il presidente Garrone per risolvere un problema di carattere ambientale che effettivamente si pone».

Non è un negoziato facilissimo da sviluppare e ora ne spieghiamo tutte le curve più insidiose: 1) dopo la deposizione, sfavorevole, di 5 componenti dello spogliatoio, più due dirigenti del club, la presenza di Cassano a Bogliasco e nella Samp è assolutamente incompatibile; 2) a causa della disputa del turno preliminare, col Werder Brema, in Champions, l’attaccante pugliese non può più essere tesserato in Europa e quindi deve utilizzato solo in campionato e in coppa Italia per quei club (Inter, Milan e Roma) qualificati nel torneo continentale; 3) dal prezzo della cessione, una cifra già stabilità, 5,5 milioni di euro, dovrà essere stornata e girata, in forza di un accordo stipulato all’atto del trasferimento da Madrid a Genova, al Real di Florentino Perez.

Al netto delle dichiarazioni, che possono anche nascondere una strategia particolare, le società interessate a Cassano, sono due: Inter e Milan. Moratti ha negato l’arrivo del barese e da mesi è in conflitto con Benitez perchè sostiene la competitività della rosa che può essere conclamata dal successo nel mondiale per club. Galliani e il Milan hanno agito a fari spenti negli ultimi giorni prima di mettere sul tavolo tutte le carte. Molte le controindicazioni: a) è vero che Cassano vanta buoni rapporti personali con alcuni esponenti della Nazionale, Gattuso e Pirlo, per esempio, ma è anche vero che gli stessi sono consapevoli dei difetti caratteriali del barese; un conto è sopportarli per qualche giorno a Coverciano, un conto è dover fare i conti tutti i giorni; b) Allegri, il tecnico, che è riuscito a tenere in pugno lo spogliatoio nonostante le eccellenti esclusioni (a cominciare da Inzaghi e Seedorf per passare a Pirlo e allo stesso Ronaldinho) non è felicissimo all’idea di ritrovarsi nei vialetti di Milanello un giovanotto di quel tipo; c) la presenza di Ronaldinho è un autentico “tappo“, poichè blocca l’arrivo del barese battezzato come trequartista; averne già tre Boateng, Seedorf e Ronaldinho per uno stesso ruolo è un lusso, aggiungerne un quarto può diventare un tormento invece che una risorsa. Non solo ma Galliani ieri ha depistato tutti: «Non consiglierei di puntare solo su Cassano, perchè ci sono tanti giocatori importantissimi che potrebbero muoversi a gennaio, anche oltre frontiera e Oltremanica». Che può voler dire Tevez.

Inoltre all’arrivo di Cassano sarebbe legata la contemporanea partenza di Ronaldinho rimasto fuori dalle scelte di Allegri ma finora autore di un comportamento splendido. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, anzi. Il suo rapporto con tutti gli altri, da Robinho a Seedorf, è da vero sodale. Ronaldinho e il suo agente, il fratello Roberto de Assis nei giorni scorsi, anche in occasione delle esclusioni più patite, non hanno mai rivolto a Galliani e al Milan frasi o battute che potessero far capire le sue intenzioni. Il gaucho ha un contratto di altri sei mesi, fino al 30 giugno 2011 che vale, sul piano economico 4,8 milioni di euro, una cifra molto ricca. Poiché il suo eventuale futuro è situato in Brasile, dove non pagano cifre di queste dimensioni, è evidente che la sua partenza a giugno in modo gratuito potrà favorire uno stipendio più ricco.

Il presidente Garrone, qualche giorno prima del deposito del lodo, dichiarò: «Non credo ci sia la fila per acquistare Cassano». Ha ragione. E infatti ieri ha aperto a sorpresa uno spiraglio sulla permanenza del giocatore alla Sampdoria, commentando: «Prendo atto della decisione assunta e per quel che ci riguarda esprimo moderata soddisfazione. È evidente che il Collegio ha, con questa sentenza, confermato la gravità dei fatti accaduti. Nel contempo il verdetto stesso lascia aperta la questione del reintegro del giocatore che mi riservo di commentare nei prossimi giorni». Come si capisce la partita è solo all’inizio.