Stm, bene i conti ma il 2007 inizia in salita

Utili triplicati, stime prudenti Bozotti: «Possibile aumento del dividendo». Al via il nuovo impianto di Catania

nostro inviato a Parigi

«Lo spin-off della divisione memorie Flash sarà completato entro il prossimo marzo, ma ancora non possiamo fornire particolari sull’operazione. Certamente resteremo azionisti importanti, anche se con una quota inferiore al 50%». Lo spiega Carlo Bozotti amministratore delegato di Stm, la più importante società di semiconduttori europea che ieri ha comunicato i risultati del quarto trimestre e dell’intero 2006: gli utili sono triplicati a 782 milioni di dollari contro i 266 dell anno precedente e il fatturato è cresciuto dell’11%.
«Si tratta del miglior utile di sempre - ha sottolineato Bozotti - se escludiamo il 2000». Ma nel volatile mercato dei microprocessori triplicare l’utile non basta. E dato che il fatturato nel quarto trimestre è stato meno brillante del previsto, a 2,4 miliardi di dollari (ossia meno 1,2% rispetto al terzo trimestre), a causa di un rallentamento nelle vendite di cellulari di fascia alta, il giudizio del mercato è stato negativo. «Ci aspettavamo un fatturato superiore di almeno 80-90 milioni di dollari - ha continuato Bozotti - e invece le vendite di cellulari di fascia alta non sono state buone come avevano previsto gli stessi produttori. La crescita nel comparto telefonini resta dunque legata a Cina e India, mercati dove però si vendono soltanto prodotti di prezzo basso».
E così il giudizio negativo degli analisti, soprattutto sul margine lordo (che e stato pari al 36,3%) ha depresso il titolo in Borsa, giunto a perdere fino al 3%. E non sono brillanti neppure le indicazioni sul primo trimestre 2007 dove la società prevede un calo dei ricavi compreso tra il 3 e l’11% e un margine lordo tra il 34 e il 36%. Ma a ridare smalto alle quotazioni nel pomeriggio (il titolo ha chiuso limitando le perdite allo 0,11%), sono state le dichiarazione di Bozotti su un possibile incremento dell’utile per azione che potrebbe essere deciso nella prossima assemblea degli azionisti prevista per aprile. Proprio la riduzione dei margini su alcune linee di prodotto aveva portato la società a decidere già nel dicembre scorso lo scorporo delle memorie Flash. Tra i possibili partner per la società, che dovrebbe nascere in marzo, ci sono anche nomi importanti come Intel, anche se non si esclude la possibilità di un interesse di fondi di private equity.
«La riorganizzazione riguarderà qualche migliaio di dipendenti a livello mondiale che sono presenti ad Agrate, a Catania e a Singapore». ha aggiunto Bozotti. «Proprio a Catania per la produzione faremo entrare in funzione l’M6 (impianto pronto da tempo con un investimento di 2 miliardi di euro, ndr), garantendo così l’occupazione». Probabilmente non ci saranno nuove assunzioni ma solo uno spostamento di lavoratori (circa 1.100) dalla produzione di wafer a 6 e 8 pollici alle memorie Flash. A pesare sui conti della società, che vende i suoi prodotti in dollari c’e anche la continua perdita di valore del biglietto verde nei confronti dell’euro.